|
|
COMO |
|
Spesso
non si apprezza mai abbastanza il luogo dove si abita, probabilmente perché
l'abitudine nell'averlo quotidianamente sotto gli occhi, altera la nostra
percezione del bello e così ci si trova a pensare, di fronte a un gruppo di
turisti che si affannano a scattare foto : "...ma cosa ci troveranno mai di
speciale ?"
Tutto e niente..., l'inconsueto, perché é proprio da questo che si rimane attratti, come bambini di fronte ad un albero di natale...; ricordate come vi sembrava stupefacente e con quanta indifferenza lo guardate oggi, solo
perché vi siete abituati alla sua presenza natalizia, che quasi non ve ne curate ?
Lo stesso vale per il luogo dove si abita, non ci si sofferma mai a guardalo come si
dovrebbe, con gli occhi di chi non l'ha mai visto, per scoprire che non è poi così male...
E' capitato anche a me, ma ultimamente ho rivalutato l'aspetto paesaggistico della mia
città, Como, così famosa e nota a tutti, grazie soprattutto al buon Manzoni, che decise di ambientarci "I promessi sposi".
Io vivo su quel ramo del lago di Como, o meglio, sull'altro, visto che il Manzoni si riferiva al versante di Lecco !
E' un posto veramente bello e a discapito di un traffico congestionato nelle ore di punta, che trasformano il "girone", ovvero la strada che circonda le mura e quindi il cuore della città e costeggia il lago, in un vero e proprio
inferno automobilistico, regala diapositive di rara bellezza.
Punto di forza della città é senza ombra di dubbio l'omonimo lago.
Quest'ultimo, terzo per grandezza tra i bacini italiani, detto anche "La stella a tre punte", è formato da tre rami
ben distinti,
uniti in uno spettacolare e grandioso bacino, ma separati da stili e culture
diversi : il braccio di Colico é selvaggio e ancora puro,
quello di Lecco é un gioiello naturale e infine quello di Como, più raffinato ed elegante.
Da qualsiasi direzione ci si diriga verso Como,
il primo elemento che colpisce in lontananza,
è il Castello del Baradello.
Posto in posizione dominante, "La sentinella di pietra",
dopo otto secoli, rappresenta ancora oggi il
simbolo della città e della sua storia.
Usciti dall'autostrada a Como Sud e scendendo verso la città lungo la Via
Napoleona e la più centrale Via Milano, si giunge a Porta Torre, che dal 1192 è l’accesso principale
al centro storico della città. Quest'ultimo é delimitato per tre lati dalle
mura medievali, che sorsero fra il 1159 e il 1175 e che sono ancora presenti e
ben conservate.
Il centro storico é un piccolo gioiello, in cui il vecchio e il nuovo convivono perfettamente. Area completamente pedonale, é un susseguirsi di negozi e piccoli bar.
Dirigendosi verso il lago, si confluisce inevitabilmente in Piazza San fedele, dominata dall'omonima basilica, costruita nel XII secolo e caratterizzata da un’insolita pianta a forma trilobata.
Più volte restaurata presenta una facciata e un campanile architettonicamente interessanti.
Proseguendo la passeggiata, si arriva al Duomo, uno dei più tipici monumenti del
rinascimento lombardo.
Ai lati del portale mediano sono poste le statue di due illustri scrittori e storici romani,
nativi di Como : Plinio il Vecchio (che documentò l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.) e suo nipote, Plinio il Giovane, mentre sul fianco sinistro dell'edificio, si trova il portale "della rana", così nominato, perché durante i lavori di posa in opera del portale, una rana finì per esservi murata e la sua forma è oggi ancora visibile.
Di fianco al Duomo sorge il Broletto, che nato come sede delle istituzioni cittadine, in contrapposizione a quelle religiose,
originariamente più alto e dotato di merli, venne amputato nel 1919, perché lo si riteneva in pericolo di crollo. In
seguito la costruzione del Duomo, ne ridusse ulteriormente le dimensioni.
Proseguendo passando sotto i Portici Plinio, si entra in Piazza Cavour, gioia e dolore della città, visto che é la prima a essere sommersa quando il lago tracima, nonostante i ripetuti e costosissimi lavori di assestamento, volti a impedire questo spiacevole fenomeno naturale.
Di fronte, finalmente il lago, con la sua lunga passeggiata che si estende da Viale Geno, sulla destra, sino a Cernobbio, sulla
sinistra.
Nel centro del lago é ben visibile la diga, che protegge il piccolo ormeggio e sulla sinistra, i giardini,
sul fondo dei quali si trova il Museo Voltiano.
Superatolo, sempre costeggiando il lago, si incontra il monumento ai caduti e sulla sinistra lo stadio "Sinigaglia"; da qui la passeggiata prosegue sino a giungere ai giardini della splendida Villa Olmo, oltre i quali si trova il lido di Como.
Si potrebbe pensare che dopo tutti questi chilometri siamo giunti alla fine del lungolago e invece no ! Oltre il lido si
può continuare a costeggiarlo fino a Cernobbio, ma la camminata si fa veramente lunga, senza pensare che bisognerebbe anche tornare indietro nello stesso modo. Meglio farla in auto, per
proseguire poi, di nuovo a piedi, alla scoperta di Cernobbio.