E-MAIL
DALL'ECUADOR
di
Enrica
& Nello
8
Gennaio - 4 Febbraio 2004
Venerdì 9 gennaio 2004 - PRIMA TAPPA.
Tutto O.K. siamo nella splendida Quito, un poco di mal di testa da altitudine e da
luminosità intensa.
Ho già finito il primo rullino da 36 foto e qui sono solo le 13
..., ahi ahi ahi poveri voi !!!
Ciao, Enrica
Domenica 11 gennaio 2004 - SECONDA TAPPA
Quito : dall'hotel della prima notte ci siamo spostati ospiti a casa di un italiano speciale, conosciuto in rete, di cui mi sentirete parlare a lungo, situata in un punto alto da cui si domina tutta la
città.
Ora ci troviamo invece a 3000 metri sulle Ande a nord di Quito verso il confine della Colombia (Mirella controlla sulla cartina !!).
Siamo arrivati qui dopo aver visitato paesi, mercati indios, lagune e zizagato tra vulcani di 5000 mt.
più o meno.
Abbiamo preso tre bus e 5 taxi ma abbiamo raggiunto questa meta di El Angel
perché domani ci aspetta una avventura speciale, andremo infatti...
Continua alla prossima puntata
Ciao,
Enrica e Nello
Lunedì 12 gennaio 2004 - TERZA TAPPA
Giornata magica..da fiaba!!!
Don Manuelito ci e' venuto a prendere alle 8.30 per portarci con la sua camionetta scassatoccia e puzzolente di gas fino al paramo de El Angel nella riserva nord orientale a 4000 metri .
Lassù esiste una stranissimo fiore alto anche fino a 7 mt., ripeto sette metri; di questi strani margheritoni da quota 3500 a 4000 ne esistono 50.000 ettari !!!
Ci siamo trovati soli in uno scenario irreale ...non un turista, non un contadino, abbiamo solo atteso di vedere il condor ..., ma era in ferie ( forse a Rimini).
Lungo ritorno sulla capitale, domani si parte in volo per le Galapagos : abbiamo beccato un last minute su yatch di lusso a prezzi umani.
Nel programma vagabonderemo per le isole per circa 10 giorni, se non ci sentite per un po’ non preoccupatevi siamo alla ricerca dei pochi albatros non migrati (causa sciopero controllori di
volo ?).
Ciao,
Enrica e Nello
X Silvia : come sta kinder ? e come sopravvivono i vicini ?
X Sara : sei tornata ? Dai notizie
X Maura : a momenti ci beccavamo a Madrid
x Eugenio : non morderti le mani..., potresti arrivare al gomito in pochissimo tempo.
Martedì 13 gennaio 2004 - IMBARCATI !!!
Sveglia alle 5, volo magnifico da Quito alle Galapagos, giornata solare, (scottature in
vista !), cabina superiore sullo yacht Liberty (quasi di lusso)..., purtroppo...,
gli altri 10 sono italiani..., ma per fortuna sembrano quieti.
Siamo atterrati sull'isola di San Cristobal, punto di imbarco della nostra barca, la giornata e' iniziata andando a vedere le iguane marine e facendo il bagno assieme ai leoni marini.
Non potremo dare notizie per un pò..., quindi riposatevi pure.
Enrica e Nello
P.S. sulle isole non si fuma ( figuriamoci se si beve qualcosa....) ma vi assicuro che sembra valere la pena qualsiasi sacrificio.
X Sara : cavolo dove sei vuoi mandare notizie !!
Mercoledì 14 gennaio 2004 - PRIMO SBARCO
Abbiamo lasciato la prima barca ora siamo nel centro dell'isola Santa Cruz molto vivace, ci concediamo due giorni a terra (FERMA se Dio vuole! ) per poi ripartire con un'altra barca per altre destinazioni.
Ieri la giornata e' stata tutta dedicata all'isola di Española..., una favola e oltre due rullini di foto.
Abbiamo fatto il bagno con i leoni marini in una lunghissima spiaggia di sabbia bianchissima.
Per fortuna il cielo e' coperto perché ci siamo già scottati così.
Abbiamo trovato gli albatros : una coppia regolare ed una un po' meno ( erano in tre a sbaciucchiarsi).
Ragazzi ancora non ci pare vero pensare di avercela fatta ed essere qui alle Galapagos !!! (traduzione per
Silvia : totale pischella totale)
Salutoni,
Enrica Nello
P.S. X Eugenio..., se hai finito le mani puoi anche cominciare a mangiarti i piedi !!
In allegato due assaggini di foto..., non rosicate !!
Lunedì 19 gennaio 2004 - SECONDO SBARCO
Ola ragazzi,
siamo embriaghi di sole, di mare, di mal di mare, ma soprattutto di meraviglie.
Abbiamo stampate negli occhi delle immagini che sembrano di un altro mondo.
Oggi alle ore 3.14 a latitudine 00 e qualcosina sono rimasta senza respiro: stavo in bilico su di una roccia per fotografare un piccolo di fregata nel nido quando e' arrivata la mamma (enorme) ad
imboccarlo..., purtroppo le foto non saranno un granchè visto che ero...,
troppo vicina !!
E poi ancora leoni marini, suoli lunari, di marte, di giove e non so spiegarvi meglio ma e' qualcosa di
impensabile..., in una sola foto sono riuscita a riprendere :
3 pinguini
1 leone di mare
1 pellicano
Un abbraccio a tutti ed un augurio a voi (e da Enrica prima di tutto alle sue figlie) di poter arrivare qui prima o
poi...
Enrica e Nello
Due foto ancora per voi, (ma caproni che non siete altro..., se ne volete altre svuotate la casella postale altrimenti non c'entrano ed io vi cancello dall'indirizzo !! )
P.S.
X Silvia come sta Kinder
X Silvia se vedi Giglio digli "missione compiuta" lui capirà
X Eugenio..., inutile parlare ulteriormente con un povero tronco umano..........
Giovedì 22 gennaio 2004 - IN VIAGGIO VERSO SUD
Siamo rientrati a Quito dalle Galapagos, abbiamo ancora un po' di mal di terra, ma l'aria fresca delle montagne ci
è piaciuta molto.
Ancora un giorno a goderci la meraviglia di questa città (siamo saliti in cima alle torri della basilica con scalette di ferro precarie), abbiamo visitato altri paesini nelle vicinanze e stamane si parte verso
sud : prima tappa Latacunga.
Per ora e' tutto dall'Ecuador a voi Italia.
Enrica e Nello
P.S. che c..... fa il Berlusca ? Qui, se lo nominiamo, ridono tutti !
Venerdì 23 gennaio 2004 - Pronti per il COTOPAXI
Siamo a Latacunga (seguirci nella cartina) altitudine 2500, e' una giornata fantastica gli stessi abitanti sono meravigliati del tempo caldo e senza lluvia, siamo ai piedi del vulcano Cotopaxi di appena 5.800 metri.
Tra mezzora partiremo per una ascensione a 4.800..., ad Enrica non e' ancora passato del tutto il mal di mare e si ritrova già con il...,
mal di montagna !!
Ce la faremo a raggiungere il rifugio ?
Lo saprete alla prossima puntata.
Enrica Nello
X Silvia : spendi tutto quello che devi per Kinder mi raccomando !
X Maurizia : rientrerò il 5 febbraio ora cerco di mandarti le e-mail precedenti.
X Mirella di Imola : strano che non hai ricevuto posta ho sempre scritto : riinvio .
X Berlusconi : ora che sei più bello siamo tutti più sereni !
Lunedì 26 gennaio 2004 - SOPRAVVISSUTI
Siamo sopravvissuti a cinque ore di scarpinata a quota oltre 4000. Il cielo era terso come non mai : il Cotopaxi ci ha offerto delle viste incantevoli.
Siamo partiti in tre più la guida: noi due più Sandro (mastro birraio delle montagne di Udine, che caso vuole aveva tra i suoi pochi appunti di viaggio proprio il racconto di Enrica e Cristiano che Enrica ha fatto mettere sui siti di Michele e Maurizio), Sandro con tanta pazienza ha adeguato il suo passo montanaro al nostro
- diciamo - collinare.
Abbiamo percorso un itinerario alternativo rispetto a quello battuto dai turisti: ed infatti non abbiamo visto nessuno tranne un
colibrì ed in lontananza tre bianchi cavalli selvatici.
Abbiamo raggiunto due cascate che scendevano direttamente dal ghiacciaio ( purtroppo non possiamo mandare foto
perché quì sulle Ande non sanno nemmeno cosa sia una card digitale) una delle due scorreva su roccia bianchissima ( latte) e l'altra, pur vicina, su roccia rosso bruna da cui (cioccolata).
Spuntino a 4200 con vista a 360 gradi, mentre il bravo vulcano mandava in alto sbuffatelle di fumo,
già perché si tratta del più alto vulcano attivo del mondo. Poi , rifocillati, abbiamo imboccato il canalone creato dalle eruzioni dei secoli passati : passetto passetto in certi punti non avevamo la forza di mettere un piede davanti all'altro.
Il pericolo del Cotopaxi e' che, quando erutta, la lava scioglie il ghiacciaio e fa precipitare a valle valanghe di acqua e fango..
Ritorno altrettanto lento, all'inizio, poi acceleriamo il passo perché il tramonto e' prossimo e la temperatura (prima ottima col cielo limpido, va calando velocemente).
Finalmente con sollievo vediamo in lontananza la nostra jeep, nel frattempo il cielo ci offre un tramonto mozzafiato, ma non fino al punto che.....Sandro ed Enrica non si accendano la agognata sigaretta proibitiva in altitudine !!
Rientriamo sfiniti ed Enrica riesce ad addormentarsi prima che la sua mezza aspirina si sia sciolta nel bicchiere.
Ma non finisce qui ....l'indomani , sempre di buon ora, partiamo in bus , sempre con il nostro simpatico birraio, alla volta di Zumbaua lungo una strada impensabile arrampicata sulle montagne (che ci ha rubato mezzo rollino di foto solo dal bus) abbiamo superato un passo ad oltre 4000, visto vallate e parami, per poi tuffarci in un mercatino indigeno delizioso , verace con noi unici turisti a girovagare tra polli, lama, tessuti colorati,
frutta..., si unisce a noi un giovane tedesco - ahime' anche lui montanaro- .
Breve contrattazione con i locali e poi si sale sul cassone di una camionetta scoperta e si parte alla volta della laguna di Quilotoa a 3.800 (ma ormai siamo
ambientatissimi : mal di testa zero su zero !).
Enrica si rifiuta di scendere nel cratere della laguna (400 metri di profondità, ma il suo problema non era scendere, ma risalire dopo) per cui resta in cima a far la guardia agli zaini, prendere il sole (si
scotterà) e giocare con i bimbi e chiacchierare (a gesti) con le donnine locali.
Nello invece seguirà i montanari giù nel cratere..., ma lo vedremo tornare…,
a dorso di... mulo (così invece di mal di gambe, oggi ha mal di c.....) !! Ci rifocilliamo con l'unico cibo disponibile li sui monti : un ovetto fritto e patate lesse.
Stamane nuova sveglia all'alba e partenza per il mercato di Pujili' (deludente), ma poi scopriamo il santuario del Dio Niño de
Isinche..., non segnato nemmeno dalle guide : e' domenica e ci mettiamo in fila, quasi in processione, per poter venerare anche noi questo delizioso bambinello miracoloso.
Poi via ancora su un bus, recuperiamo i bagagli a Latacunga e di nuovo altri due bus per proseguire a sud fino a Baños da dove stiamo scrivendo.
Ci ha accolto maestoso e minaccioso il vulcano Tungarahua pericolosamente ed abbondantemente fumante: siamo in allerta "naranja" vale a dire prima del "rojo"
Abbiamo fissato una stanza (meravigliosa a 4 dollari a testa, con parete finestra con vista sulle
cascate..., le foto testimonieranno anche questo) per tre notti, sempre che non ci evacuino prima !!!
Per stasera e' tutto..., forse andremo a spiare il vulcano di notte, ma..., il seguito alla prossima puntata.
Enrica e Nello
P.S. - per i diritti di autore passeremo dopo per la colletta !
X Enrica di Montecatini..., hai visto che oramai in rete sei un esperto viaggiatore !
X Eugenio..., se e' andato a buon fine il trapianto di arti..., ora magnati anche quelli altrui !!
X Antonella..., lo spicchio di luna, in cielo, scendendo dal Cotopaxi, era
completamente..., orizzontale !!
Lunedì 26 gennaio 2004 - NON SE VEDE NADA
Ola, abbiamo passato parte della noche ad aspettare ( in vetta ad un monte, attorno al
falò, bevendo succo di caña caldo ma per fortuna “corretto”) di vedere il Tungurahua eruttare, ma una nuvolaccia dispettosa ci ha fatto fallire la missione.
Stamane volevamo riposarci, visto che in tutto ieri avevamo preso ben 7 bus e un taxi ed invece siamo saliti al volo su un'altra jeep per un'escursione alle cascate.
Gia' questa e' infatti una gola montana che va ad aprirsi fin sulla jungla amazzonica per cui
qui nascono infiniti rii che andranno poi a confluire nel bacino del Rio delle Amazzoni.
Abbiamo attraversato una profonda gola in teleferica fino in bocca alla cascata Manto della Novia, poi in bilico su un ponte sospeso e traballante (vietato salire in
più di cinque e “brincare”) e poi ancora, tanto per non perdere l'abitudine alle scarpinate, siamo scesi in un dirupo profondo fino al Pailon (pentolone) del Diablo dove la cascata del Rio Verde ci ha rinfrescati con i suoi spruzzi ravvicinati.
Rientro a Baños e pranzo al mercato: ottimo per $ 1,20 in due !!! (Quasi quasi vi invitiamo tutti a
cena !!).
In compenso al vulcano che fuma soltanto, ma non erutta, qua oggi c'e' un cavolo di incendio e brucia mezzo monte, il problema e' che i vigili (bomberos) ecuadoreñi affrontano le fiamme in mutande e con in mano una scopa
ciascuno !!!! Bah ?!!!?
E' tutto, domani relax alle terme poi partenza per Riobamba Alausì per l’avventura del trenino delle Ande.
Enrica e Nello
P.S.
X Mamma Radicchi..., Ah , come ci e' caro il ricordo delle fettuccine al ragu' di
coniglio !
X Silvia..., dammi notizie di Kinder e della casa, poi di a Pino Giglio che mi manca e lo voglio incontrare al
più presto : fammi fissare un appuntamento per il 6 febbraio (dopo le 11)
X Sara dai notizie
X Claudia..., e' una vergogna, senza di te lo zaino di Nello e' tutto un casino !!
X Michele..., spiacenti ma niente serpentelli !!
Giovedì 29 gennaio 2004 - STANCHI MA FELICI
E dove ci eravamo lasciati? Ah già alle terme..., si e' vero ci siamo concessi mezza giornata alle
terme : piscine di acqua bollente ai piedi del vulcanuccio di soli 5016 metri..., niente di speciale se non il panorama e la ulteriore "botta" de sole (Enrica ha il naso spellato…,
ciò vuol dire che ha una abbondante percentuale del suo corpo spellata).
Al volo su un bus (vi abbiamo detto che si sale in corsa) poi su un secondo ed un terzo con panorami fantastici sul Chimborazo (il vulcano
più alto di oltre 6300 mt.) ed eccoci ad Alausì : un paesino sperduto in una gola tra alte montagne.
Nessuno in giro, niente macchine, poche locande, nessun turista, niente
internet..., siamo rimasti meravigliati..., ma noi siamo arrivati lì per prendere il famoso trenino delle Ande che passa solo tre volte a settimana proveniente da Riobamba.
Visto che il percorso e' uso farlo sul tetto..., abbiamo preferito ( in assenza di turisti in giro per tutto l’Ecuador) salire all'ultima stazione per percorrere solo il tratto spettacolare della Nariz del Diablo senza farci la nota ammazzata di 6 ore sul tetto del treno.
Ebbene alle 11, puntuale, in lontananza si e' sentito il fischio del treno, il paesino si e' svegliato per incanto, sono usciti venditori, donnine, bambini da ogni uscio ed
ecco..., fischiando arrivano tre carrozze merci e due passeggeri..., sul tetto delle carrozze una moltitudine di giovani ( ed anche non ) di tutto il mondo, nelle carrozze passeggeri solo pochi gringos statunitensi non disponibili a mischiarsi con il pueblo allegro e colorato del
tetto..., abbiamo faticato a ritagliarci un posticino al sole anche noi approfittando di qualcuno che è sceso per sgranchirsi un
po' le gambe, abbiamo affittato dagli omini un cuscino e via...
Stretti stretti sul tetto accade di tutto, mentre il trenino va su rotaie precarie e a precipizio nella vallata, i ragazzetti saltellano tra i nostri piedi vendendo “aguita” e “colita” , ma anche patatine e dolcetti, ma la cosa
più divertente e' stato il controllore che sempre in piedi ed in bilico ci ha scavalcati metodicamente per controllare con attenzione i biglietti di tutti. Il trenino e' partito tra i saluti dei bimbi e delle donne nei loro costumi.
La giornata e' stata totalmente solare per cui scottatura su scottatura, ma la discesa e' stata troooooooooppo divertente. Poi vedrete le foto (bollettino ad oggi Nello 450 della digitale , Enrica 720).
Finito questo spasso rientriamo ad Alausi' che ci vede partire per Cuenca per poi riaddormentarsi subito fino al trenino di venerdì prossimo.
Ancora 4 ore di bus, su e giù per le Ande, viste sui vulcani, passi ad alta quota e stasera siamo a Cuenca perla dell'Ecuador.
Siamo stanchi e domani lentamente andremo alla scoperta del coloniale prezioso di questa
città.
A presto, Enrica e Nello
X Silvia dammi notizie di Kinder
x da riferire a Paolo B." avrò per te un dettagliato reportage fotografico su una delle
più assurde linee ferroviarie ".
X Michele..., e vai col raduno !!!!! mi sta bene qualsiasi data..., dente permettendo !!
X Sara Auguri ed e-mail a parte
Sabato 31 gennaio 2004 - CUENCA
Siamo a Cuenca città coloniale molto bella.
Siamo ancora sui 2500 metri e lo smog della città spezza il fiato e le gambe, il nostro alberghetto e' delizioso, ma la stanza e' al terzo
piano..., puffff, pufff.
Oggi con due ore di bus in andata e due al ritorno ci siamo di nuovo arrampicati sulle Ande (3000 ed oltre sui passi) per andare a visitare il sito Inca di Ingapirca che dicono sia il
più importante dopo Machu Pichu..., in realtà ci ha delusi un po' ed abbiamo rimpianto i siti Maya.
Comunque i paesaggi valevano il viaggio : belle vallate verdi, punteggiate di case e mandrie.
Domattina presto si parte per Guayaquil..., finalmente si scende al livello del mare,
farà molto caldo, ma meglio così incamereremo più calore possibile prima di “regressare” tra di voi tutti innevati!!
Enrica e Nello
Lunedì 2 febbraio 2004 - DALLE ANDE AL MARE
Con un viaggio di 4 ore siamo ( finalmente ) scesi dai monti al mare.
Il viaggio e' stato faticoso e stupendo: infatti il bus ( carico di donnine, bimbi, mercanzie e noi due strampalati turisti italiani) per scendere da quota 2500 al mare ha pensato bene di scavalcare una montagna riportandoci a quota di 4000
più o meno.
La "ruta nueva" attraversa infatti il parco nazionale del Cajas tra paesaggi fantastici : il paramo, a oltre 4000, era incastonato di una miriade di laghi , laghetti e lagune, con qualche lama qui o
là che sembravano messi in posa.
E' stata dura perché, nonostante dovessimo essere già abituati alle altitudini, a tutti e due ci e' mancato il respiro, forse la salita era stata troppo rapida.Comunque nulla in confronto alla discesa!!! Tipo atterraggio di aereo in un'ora siamo scesi da 4000 al mare, dal paramo ai cactus e banane!!
Che fatica, ma a quota zero resuscitiamo e scopriamo con gioia di non essere stati senza forze per...vecchiaia, come temevamo, ma solo per altitudine!
Recuperate le forze ecco la sorpresa grandiosa di Guayaquil : seconda città dell'Ecuador, trascurata dagli itinerari turistici e sconsigliata
perché "pericolosa" invece si e' mostrata a noi meravigliosa!
Nello l'ha battezzata la Barcellona dell'Ecuador.
Nuove strutture moderne avveniristiche di ottimo gusto si accostano ad un bel coloniale restaurato con classe.
Piazze , fontane illuminate, giochi d'acqua, poi il grandioso Malecon che per due o tre km. alterna giardini, fontane, gelaterie, centri commerciali, mostre, il tutto con un buon gusto ed una pulizia strabiliante.
E per il tramonto nuova sorpresa...sapevamo del malfamato quartiere del porto, casine arrampicate su una collina da cui si gode il panorama di tutta la
città ( che e' adagiata sulla foce di un ampio fiume creando isolone ed isolotti) , ma non sapevamo della deliziosa opera di restauro appena terminata. Insomma vi basti , a misura, che Enrica in un pomeriggio ha dedicato a Guayaquil due rollini da 36 foto !!!
Ed ora ?
Dopo altre 4 ore sui bus ( stavolta con optional di due galli vivi e canterini a bordo) eccoci qui alla
playa : Puerto Lopez..., palme..., hotel italiano (con spaghetti), quasi di lusso per il nostro standard, una cerveza fria
e..., pacchia finalmente.
Cerchiamo di recuperare le forze restando immobili a fissare le evoluzioni delle fregate all'arrivo delle barche dei pescatori e qualche mandria che passeggia sulla riva
dell'oceano..., e' tutto per finire, così passeremo questi ultimi due giorni prima di rientrare nella nostra (pur amata)
italietta !!
Si ringrazia :
- per la pazienza con la quale avete sopportato i nostri resoconti,
- per l'invidia trattenuta,
- per lo sforzo che farete senza meno per eliminare ogni traccia di neve e ghiaccio prima del nostro ritorno ( non lo sopporteremmo)
- per i manicaretti rigorosamente italiani che vorrete cucinarci al rientro.
Per quest'anno e' tutto (abbiamo finito i soldi !!), arrivederci al 2005 !!!
Enrica e Nello
P.s. X Silvia : vedi di farmi trovare in frigo : spaghetti, pomodoro, mozzarella, bistecche, abbacchio, (non pollo) , prosciutto crudo, vino, melanzane, basilico, etc.
Enrica e Nello.