GIAMAICA
TRA REGGAE
E SPIAGGE TROPICALI

di
Roberta

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22 Dicembre 1996 - 7 Gennaio 1997

Vegetazione tropicale, spiagge da sogno, tramonti, musica reggae..., la Giamaica è tutto questo e molto di più ! 
Io l'ho visitata tra il Natale e il Capodanno 1996/97 con il mitico gruppo Conti. 
Mentre l'Italia era paralizzata dalla neve, noi ce ne stavamo sdraiati sulla bellissima spiaggia di Negril..., a prendere il sole e a bere fruit punch ! 

ITINERARIO
La Giamaica attira moltissimi visitatori ogni anno: del resto è una bellissima isola, forse la più famosa dei Caraibi, è facile da girare e i prezzi sono più abbordabili, rispetto a isole più esclusive. 
La maggior parte dei turisti americani ed europei privilegia Negril, Montego Bay e Ocho Rios. Penso invece che valga la pena di dedicare qualche giorno anche alla costa orientale, perchè intorno a Port Antonio ci sono delle belle spiagge, che non sono così affollate di turisti come quelle a nord e a ovest dell'isola. L'unico problema è che il tempo a est è più instabile e variabile, mentre a Negril abbiamo trovato un sole splendido.

LE TAPPE DEL VIAGGIO
22/12/96 Milano/Londra/Montego Bay/Kingston Town
23/12/96 Kingston/Port Royal/Spanish Town/Kingston/Blue Mountain
24/12/96 Blue Mountain (Jackson Hill)
25/12/96 Jackson Hill/Kingston Town/Port Antonio
26/12/96 Port Antonio/Dragon Bay/Frenchman's Cove/Port Antonio
27/12/96 Port Antonio/Rio Grande/Winifred Beach/Port Antonio
28/12/96 Port Antonio/Boston Bay/Winifred Beach/Port Antonio
29/12/96 Port Antonio/Oracabessa/Ocho Rios
30/12/96 Ocho Rios/Montego Bay/Negril
31/12/96 Negril 
01/01/97 Negril
02/01/97 Negril/Black River/YS Falls/Negril
03/01/97 Negril/Savannah/Treasure Beach/Negril
04/01/97 Negril/Montego Bay
05/01/97 Montego Bay/Orlando (Florida)
06/01/97 Orlando (visita al Magic Kingdom di Disney World)
07/01/97 Orlando/Londra/Milano aereo

KINGSTON
Kingston si trova al centro di una baia naturale sul Mar dei Caraibi, alle sue spalle si ergono le Blue Mountains: la cornice paesaggistica è quindi molto bella. 
La città invece è piuttosto caotica, con il suo milione di abitanti, il guazzabuglio di quartieri moderni e di edifici cadenti, i numerosi venditori ambulanti. Il luogo più famoso di Kingston è sicuramente la casa-museo di Bob Marley: situata nella uptown raccoglie vari cimeli della vita dell'artista. Comunque la capitale della Giamaica gode di una cattiva reputazione, non è molto consigliabile gironzolare a piedi per le vie e i quartieri e noi, infatti, non l'abbiamo girata per niente!
Può essere invece interessante visitarne i dintorni, anche se oggettivamente non sono mete imperdibili.
Port Royal, antico covo della pirateria caraibica, è situato al termine della lingua di terra, che chiude la baia di Kingston. Oggi è un grazioso villaggio di pescatori, meta delle scampagnate domenicali dei kingstoniani, con i suoi chioschi e ristorantini, che servono fritto misto e zuppa di pesce. 
A circa 20 km da Kingston sorge Spanish Town, che fu progettata da Diego Colon, figlio di Cristoforo Colombo. Sotto il dominio spagnolo non ebbe un grande sviluppo, ma quando gli inglesi conquistarono la Giamaica nel 1655 ne fecero la capitale della colonia per circa 200 anni. E' interessante per chi ama gli edifici in stile georgiano, la maggior parte dei quali circonda la piazza principale. 
Alle spalle di Kingston sorgono le Blue Mountains: sebbene siano vicinissime alla capitale, non sono molto turistiche, soprattutto a causa delle pessime condizioni delle strade. 
Sono molto belle e verdissime, completamente ricoperte dal bambù gigante. 
E' possibile fare alcune passeggiate, godere del clima fresco e ammirare il panorama della baia di Kingston, magari pernottando come noi al Maya Lodge di Jack's Hill. Oppure si può provare a scalare il Blue Mountains Peak, la cima più alta della catena, che raggiunge i 2250 metri. 
A circa 30 km a nord della capitale si trovano i Castleton Botanical Gardens, che sorgono su un'antica piantagione di canna da zucchero e che ospitano begli esemplari di piante e alberi, in uno spazio molto curato. Nel giardino botanico ci sono alberi di poinsettia, 
che in Giamaica ha dimensioni ben diverse, rispetto alle striminzite piantine in vaso che ci regaliamo a Natale in Italia. Poi ricordo un albero di ibisco enorme, con i bellissimi fiori rossi, che sono il simbolo della Giamaica.

EST
Per raggiungere Port Antonio da Kingston si passa attraverso Castleton e Annotto Bay, costeggiando prima le Blue Mountains, poi il mare e i bananeti. 
Port Antonio è una piccola cittadina con circa 20 mila abitanti. Sorge su due baie gemelle, divise dalla penisola di Titchfield. Dal Bonnie View Hotel, situato sulle colline che sovrastano la città, si può godere di un bel panorama sulle baie e su Navy Island, un tempo proprietà di Errol Flynn. 
Port Antonio ha un grande e vivace mercato dove si vende un po' di tutto, compresi i souvenir: parei, oggetti in legno, conchiglie e berretti giamaicani. Sebbene questa zona sia fuori dalle rotte del turismo di massa, ci sono ristoranti e alberghi per tutti i gusti e per tutte le tasche, nonchè alcuni bar e discoteche per chi ama tirare tardi. 
I dintorni di Port Antonio sono molto belli e offrono diverse possibilità di escursioni e di fare vita da spiaggia. 
La Blue Lagoon è un bel posto per scattare foto e prendere un cocktail di frutta nel bar, ma non c'è spiaggia e il mare è molto profondo.
Dragon Bay è la spiaggia dell'omonimo complesso alberghiero, si paga (poco) per entrare e noleggiare un lettino: al centro c'è il bar circolare, dove Tom Cruise preparava vari drinks nel film "Cocktail".
Boston Bay non ha una gran spiaggia, ma nei chioschi sulla strada si può mangiare dell'ottimo jerk chicken o pork, pollo e maiale allo spiedo, abbastanza speziato.
Frenchman's Cove era la mia spiaggia preferita. Si paga un piccolo obolo per entrare, è possibile noleggiare un lettino e c'è un bar. Il mare entra impetuosamente nella stretta insenatura di fronte alla spiaggia ed è bellissimo tuffarsi nelle onde e farsi trascinare a riva, magari utilizzando una tavola. 
Winifred Beach è una bella spiaggia pubblica, probabilmente la più lunga della zona. Non è attrezzata, ma è pulita ed è possibile mangiare o bere qualcosa nei chioschi sotto gli alberi. Il reef è vicinissimo alla spiaggia, ma bisogna fare molta attenzione a non calpestare o toccare i grossi ricci di mare, con lunghi e tremendi aculei. 
Nel pomeriggio arrivano intere famiglie di giamaicani ed è divertente vedere bambini di tutte le età giocare nell'acqua, spesso con magliette e calzoncini addosso! 
Se si è stufi del mare una piacevole escursione è il Rafting sul Rio Grande; si tratta in realtà di una discesa di circa tre ore su zattere di bambù da due posti.
Il paesaggio è bello, la vegetazione è molto rigogliosa. Lungo il fiume si incontra qualche chiosco o qualche zattera che vende cibo o bibite.

NORD
Procedendo lungo la strada costiera da Port Antonio a Ocho Rios, si incontra Oracabessa, una piccola spiaggia diventata famosa, perchè per anni visse qui Ian Fleming nella sua residenza chiamata Goldeneye. 
La costa settentrionale mi ha deluso, forse perchè provenendo da Port Antonio non eravamo preparati al turismo di massa del nord della Giamaica. Qui ci sono infatti i due luoghi più frequentati dai turisti: Ocho Rios e Montego Bay. 
Ocho Rios, un tempo villaggio di pescatori, oggi si presenta come un caotico centro turistico, una incredibile accozzaglia di motel senza pretese e lussuosi alberghi, negozi duty free e bancarelle scalcinate. L'unico motivo per fermarsi in un posto del genere è quello di visitare le famose Dunn's River Falls, che sono comunque un luogo troppo inflazionato per i miei gusti. Le grandi navi da crociera, soprattutto americane, approdano proprio di fronte alle cascate, in modo da consentire ai turisti una veloce visita alle stesse e una lunga sosta alle gioiellerie e ai negozi di alcolici. 
Montego Bay è la capitale del turismo jamaicano, con un proprio aeroporto internazionale. Alla sua periferia, lungo la costa, si trova il tipo di resorts privilegiato dagli americani: grandi alberghi che dentro hanno di tutto, boutique, ristoranti, piscina. Siamo solo passati per Montigo Bay, ma mi ha dato l'impressione di una Rimini a Ferragosto. 

OVEST
Negril è la spiaggia più famosa della Giamaica. Negli anni sessanta era la meta prediletta dei frickettoni, oggi attira soprattutto i giovani. Il fascino di Negril sta infatti nell'unire una bella spiaggia bianca lunga 8 km, a un'intensa vita notturna. Con una glass boat è inoltre possibile farsi portare al reef e fare snorkeling. Negril non è insomma un posto per una vacanza tranquilla, per lo meno a Capodanno, 
quando bar, ristorantini, alberghi che si affacciano direttamente sulla spiaggia organizzano a turno ogni notte concerti di musica reggae e reggae muffin. 
Durante il giorno venditori ambulanti passano in continuazione con ananas, papaya, cappellini, souvenir vari, aragoste già cotte. Le ragazze giamaicane convincono le turiste a farsi fare massaggi o a farsi raccogliere i capelli in treccine sottilissime.
Il mare non è molto più tranquillo, solcato da moto d'acqua, glass boat, banana boat, motoscafi che trainano coraggiosi turisti attaccati ai paracadute. 
Per quanto riguarda gli alberghi ce n'è per tutti i gusti e per tutti i prezzi, dalle pensioni, ai motel, ai bungalow, ai grandi alberghi.

BLACK RIVER
Se ci si riesce a staccare per un giorno intero dalla spiaggia di Negril, può essere piacevole fare una escursione fino a Black River. Un tempo importante porto per il commercio della canna da zucchero e del legname, oggi è una tranquilla cittadina che vive di pesca e di commercio. 
Da qui è possibile acquistare un tour in motoscafo, con il quale ci si addentra nelle paludi, attraversando i canali tra le spettacolari mangrovie e le piantagioni di marijuana per i turisti (quelle vere sono più all'interno, ma è comunque emozionante vedere come viene su bene tutta quella ganja!). 
La guida porta sempre con sè dei pezzi di carne per attirare i due o tre coccodrilli semidomestici sopravvissuti; naturalmente svolazzano ovunque uccelli acquatici di tutte le grandezze. 
Proseguendo verso nord si incontra la bellissima Bamboo Avenue, una strada alberata per alcuni chilometri con bellissime piante di bamboo, che formano un vero e proprio tunnel. 
A pochi chilometri si trovano le YS Falls, su un terreno privato di proprietà di una famiglia di allevatori. 
Con un trenino elettrico si raggiungono le cascate, che sono molto belle e immerse in un vero e proprio giardino di piante secolari, liane e bouganvillee. 
L'acqua è piuttosto fredda; comunque, se si ha un po' di coraggio, nella pozza superiore ci si può aggrappare a una liana e lanciarsi nell'acqua! 
Lungo la costa, a circa 20 km da Black River, si trova treasure Beach, un piccolo villaggio adiacente alle quattro spiagge di sabbia rosata della Great Pedro Bay. La più grande è quella di Frenchman, su cui si affaccia il Treasure Beach Hotel. 
Pochissimi turisti arrivano fin quaggiù (a dire la verità noi non ne abbiamo visto nemmeno uno), per cui è un posto veramente tranquillo e ancora incontaminato. Ovviamente le spiagge non sono attrezzate e ci sono solo due o tre alberghi, ma pare sia possibile affittare stanze.