JAVA & BALI
"Viaggio
in Indonesia"
di
Lara
20 Settembre - 9 Ottobre 1993
Premessa
Il mio primo viaggio "importante", all'avventura.
Perché l'Indonesia ? ...la scelta del tutto casuale, un giorno sfogliando l'atlante mi sono detta :
"...perché no !"
Si è poi rivelato uno splendido paese. Dopo l'Indonesia '93, ho intrapreso altri viaggi…; sono cambiate molte cose da allora, ma il tempo e gli eventi non hanno annebbiato la mia mente. Custodisco gelosamente, tra i miei pensieri, le immagini, i colori, gli odori e i profumi, le sensazioni e le emozioni, d'ogni singolo paese, popolo, cultura, che ho avuto la fortuna di poter incontrare.
Nella speranza di continuare ad arricchirlo, conserverò preziosamente questo gran dono : "Il ricordo"
1 SFr = ca. 3000 Rupie
ISOLA DI JAVA
Lunedì, 20 Settembre 1993 -
Partenza : Zurigo - Kuala Lumpur (via Londra) - Jakarta.
Il mio primo volo intercontinentale, sono emozionata !
L'aereo é bellissimo, un Jumbo 747 della British A. su due piani. All'imbarco la hostess ci fa accomodare ai piani superiori: "wow ! quanto lusso, é proprio bello volare".
Solo al ritorno mi rendo conto che volare non è sempre così comodo, c'è stato un over booking all'andata, ecco spiegato il viaggio in first-class.
Con il passare del tempo, e dei viaggi avrò modo di rendermi conto che volare non é il mio sport preferito.
Martedì, 21 Settembre 1993 - Jakarta.
Arrivo a Jakarta nel tardo pomeriggio. Taxi fino all'hotel Wisata (20'000 Rupie)
Non ricordo con precisione a che ora siamo arrivati, credo intorno alle 19:00. L'impatto all'arrivo é stato violento, dopo aver trascorso 16 ore in aereo con l'aria condizionata scendere a Jakarta, dove la temperatura superava i 20 gradi, l'umidità il 90% e l'inquinamento spaventoso, non é stato divertente.
Si respira a fatica.
Dopo aver recuperato i bagagli, arrivati intatti, ci avviamo verso l'uscita. Ha inizio la grand'avventura. Recuperare un taxi non è stato complicato, siamo stati letteralmente assaliti da tassisti, e non, pronti ad accompagnarci ovunque. Noi siamo "furbi" e troviamo un signore che ci porta in hotel, con la sua auto privata, a meno della cifra richiesta dai tassisti. Solo il giorno dopo scopri che hai pagato uno sproposito.
Qui ho capito, ma non imparato perché ci casco ancora ogni volta, come funziona il sistema : arrivi all'aeroporto di una città sconosciuta dall'altra parte del mondo, non hai dimestichezza con la moneta locale, con il costo della vita, con la lingua e tanto meno con le distanze, … per cui ti devi fidare, qualsiasi cifra il tassista spara può essere giusta o sbagliata. Allora inizi a vagare alla disperata ricerca del più onesto, perché c'é sempre quello più onesto, che ti fa spendere meno. Lo trovi e ti senti un duro (di solito il risparmio si aggira intorno ai -.50 cts.). Il giorno dopo in città prendi un taxi qualunque, munito di tassametro, ti fai portare a destinazione, paghi, … è in quel preciso momento, dopo un veloce calcolo mentale, che ti rendi conto : la sera prima ti hanno decisamente fregato ! Vabbé del resto tu non lo potevi sapere, giusto ?
Ma torniamo al nostro viaggio.
Il trasporto fino all'hotel avviene con l'auto privata di quest'ometto, non é un taxi ufficiale.
In macchina ad attenderlo c'é un bimbo, suo figlio. S'ingegnano come possono, per guadagnare qualche Rupia in più, beh ! non male come idea considerato che con un paio di viaggi guadagnano all'incirca quello che guadagnerebbero con 1 mese di lavoro.
È buio, la città caotica, l'aria impregnata di un misto di smog, spezie, fogne, ...odore particolare che ritroverò spesso nel corso del viaggio.
Finalmente arriviamo in hotel, stremati tra il viaggio, il caldo, il fuso orario, per fortuna abbiamo prenotato da casa la prima notte. Hotel discreto che non vale il prezzo pagato.
Sfiniti cadiamo in un sonno profondo.
Mercoledì, 22 Settembre 1993 - Jakarta.
Dopo un buon sonno ristoratore ci alziamo energici e pronti ad iniziare il tour della città.
Chiediamo una cartina qualche informazione dopodiché gambe in spalla e via !
La città alla luce del sole non mi appare più bella, anzi é più caotica, rumorosa e tremendamente calda.
A naso ci spostiamo verso sinistra, la cartina non é granché non riesco ad orientarmi verso il centro. C'incamminiamo lungo la strada, nulla di speciale, strade trafficate, gente a piedi, in bicicletta, in macchina. Fa caldo, ed é molto umido.
Ad un tratto ci ritroviamo circondati da baracche, in mezzo a tanta gente, bambini, fogne a cielo aperto, odori nauseabondi, mai visto niente di simile, indescrivibile. Fa sempre più caldo, inizio a non sentirmi molto bene, sarà lo shock per quello che ho visto. Ormai ci siamo persi per i viottoli della bidonville.
Ad un tratto sbuchiamo su una strada principale, lì troviamo un risciò (bicicletta con calessino per trasportare le persone, mezzo di trasporto molto in voga in Indonesia) e ci facciamo portare alla stazione dei treni.
Ci allontaniamo da quel triste quartiere di baracche : sono rimasta molto colpita, com'é si può vivere in simili condizioni !
Alla stazione prendiamo qualche informazione per la prossima tappa del nostro viaggio : Bogor.
Soddisfatti dall'esito delle ricerche, il treno c'è, usciamo dalla stazione e ci ritroviamo in pieno centro, niente a che vedere con il quartiere di prima. Siamo su una grande piazza, intorno a noi antichi palazzi molto ricchi, sedi d'uffici amministrativi e residenze presidenziali. Camminavamo tranquillamente sul marciapiede quando una guardia in divisa ci prega di non transitare a piedi davanti al palazzo e ci invita, gentilmente, ad attraversare la strada e passare dall'altra parte. Forse é ora di mettere qualcosa nello stomaco, non mangiamo dal giorno prima ed è già pomeriggio. Ci ritroviamo su una lunghissima via commerciale, negozi di lusso, centri commerciali. Entriamo in uno a caso. Bellissimo, marmo bianco per terra, enormi lampadari di cristallo, scale mobili e i migliori negozi della moda internazionale.
E pensare che qualche ora prima eravamo lì dietro l'angolo a meno di 1 Km di distanza, dove la gente, i bambini, vivono in condizioni pietose, e non hanno nemmeno l'acqua per potersi lavare...
Giovedì, 23 Settembre 1993 - Bogor.
Via da Jakarta, non voglio fermarmi un minuto di più.
Partiamo in treno alla volta di Bogor, il viaggio dura ca. 1 ora (biglietto 2000 Rp. x persona), buon treno lento e pulito. Bogor é un allegro paesino a sud di Jakarta, bello, verde e decisamente meno caldo che in città. L'attrazione turistica di questa località è il parco botanico pare, così dicono, uno dei più grandi al mondo.
La Guide de Routard consiglia la Guest House Wismakarunia, proviamo !
Simpatica é gestita da una famiglia con 3 figli (2 femmine 1 maschio) le figlie parlano un po' d'Inglese.
Il prezzo varia da 15'000/27'000 Rp. (5.- / 10.- Fr.) le camere sono in ordine, spartane ma molto pulite.
OK ci fermiamo.
Visita alla cittadina e al parco botanico. Ninfee meravigliose, orchidee coloratissime, e molte altre specie di piante e fiori che da noi (evidentemente) non ci sono, così come le "volpi volanti": pipistrelli giganti appesi ad alti eucalipti. La sera, seduti in veranda, facciamo conoscenza con le simpatiche lucertole bianche che col calar della sera invadono le abitazione. Non fanno niente se ne stanno su per i muri a mangiare gli insetti. Una ragazza, conosciuta alla Guest H, di Berna studentessa in agronomia, ci racconta che queste lucertole sono molto utili all'agricoltura proprio perché mangiano gl'insetti dannosi ai raccolti.
Venerdì, 24 Settembre 1993 - Pelabuhanratu.
Decidiamo di andare a Pelabuhanratu : nota località di mare frequentata prevalentemente dagli Indonesiani. Per arrivarci ci spariamo 3 ore di Bus: primo di una lunga serie di viaggi in bus.
A chi non ha mai viaggiato dico solo che non é evidente, aspettatevi qualsiasi cosa.
Non esistono gallerie, per cui su é giù dalle montagne, guidano come disgraziati (più di una volta mi ha sfiorato il pensiero che non sarei mai arrivata a destinazione), la cosa più divertente sono la gente e i loro bagagli: sacchi di riso, cereali, polli, galline, capre, …
Ad ogni modo, divertentissimo … dimenticavo, guidano a sinistra.
Arriviamo a Pelabuhanratu nel pomeriggio, bella località sull'oceano (a dire il vero non c'é nulla), spiagge deserte, rocce e mare. Una vera è propria meraviglia per chi come noi ha bisogno di relax.
L'albergo dove alloggiamo ha sicuramente visto tempi migliori, bello, pulito, ma lasciato andare, peccato !
Vi é una bella piscina che da sull'altrettanto bella spiaggia.
Sabato, 25 Settembre - Pelabuhanratu.
Ancora relax al mare.
Domenica, 26 Settembre - Pelabuhanratu/Bandung.
Lasciamo PELABUHANRATU verso le 09:30, in bus. Prima tappa del viaggio: Sukabumi, lì cambiamo bus e ne prendiamo un altro, arriviamo a destinazione, Bandung, intorno alle 15:00.
Sul bus conosciamo Asep un ragazzo simpatico studente di medicina. È interessante come ti osserva la gente del posto, i giovani specialmente sono incuriositi e cercano il contatto. Vogliono sapere da dove vieni, che lingua parli, chi sei, cosa fai, scambiare qualche parola insomma. Spesso, quando mi fermo a parlare con loro, mi ritrovo a riflettere e penso: "chissà come ci vedono loro ?". Noi siamo lì perché abbiamo preso un aereo, fatto migliaia di km, speso molti soldi. Questo è impensabile per loro, per lo meno lo è per la maggior parte della popolazione. Quando ad un ragazzo della tua età racconti chi sei cosa fai, … che idea si farà lui di te ? Con Asep ci siamo scambiati gli indirizzi e per un po' ci siamo scritti.
A Bandung c'è l'aeroporto, il prossimo spostamento, anche se controvoglia, in aereo. Speriamo bene !
Bandung é una cittadina relativamente grande, affollata e molto trafficata. C'é una grande mercato che si snoda lungo l'arteria stradale principale. Passeggiamo qua e là.
Lunedì, 27 Settembre - Bandung/Yogyakarta.
Sveglia ore 05:00. Partenza ore 06:20. Non mi soffermarmi sulla descrizione dettagliata dell'aeroporto, mi limito solo alle valigie: depositate su una rampa vengono scivolano, manualmente, fin davanti ad una specie di portellone, da lì cadono (spiccando un salto di ca. 1 ½ m.) su un pavimento di cemento dall'altra parte del locale, caricate su un carretto e portate all'aereo …
È andata ! tutto sommato non male, anche se l'aereo era un po' sgangherato.
All'aeroporto di YOGYA (diminutivo per YOGYAKARTA) abbiamo trovato un buon Tourist information da cui organizziamo i tour per Prambanan, Borobudur e Surakarta (autista e auto privata), e trovato un albergo.
Nel pomeriggio passa a prenderci l'autista per la visita a Prambanan: tempio buddista, interessante.
Yogya é una città grande, caotica quanto basta e molto simpatica. Colorata, allegra, anche qui vi è un gran mercato lungo la via principale che porta alle residenze dei sultani. Numerosi i negozi d'artigianato locale, ho acquistato diversi batik. Ci spostiamo con i risciò (biciclette con calessini).
Finalmente mangio il "Nasi Goreng", piatto tipico indonesiano composto da riso, pollo e pesce.
Martedì, 28 Settembre - Yogyakarta.
Ore 08:00: dopo una buona e abbondante colazione, ci voleva proprio, siamo partiti per Borobudur, sempre con l'autista del giorno prima. Anche Borobudur é un tempio Buddista, più grande e più conosciuto di Prambanan, infatti anche l'afflusso turistico è maggiore rispetto a Prambanan. La strada si snoda attraverso piantagioni di tabacco, risaie, e cereali. Ci fermiamo a visitare una fabbrica d'argento dove lavorano la filigrana. Rientriamo in hotel verso le 13:30, pomeriggio di relax in piscina. Verso le 16:00 andiamo in città alla ricerca di un agenzia viaggi per organizzare il viaggio verso il vulcano Bromo. Trovato: partenza in bus da Yogya, escursione al Bromo, dopodiché proseguiremo, sempre in bus e battello, destinazione Bali.
Si parte dopodomani.
Mercoledì, 29 Settembre - Yogyakarta/Surakarta.
Surakarta. Arriva sempre il solito autista alle 08:00, il viaggio dura 1 ½ ora. Surakarta é simile a Yogya più tranquilla e meno appariscente. Anche qui visita alle residenze del sultano e al palazzo del re.
C'è un bel mercato di tessuti peccato che è talmente grande e caotico che non si riesce a vedere quasi nulla: batik, stoffe, vestiti, …
Giovedì, 30 Settembre - Yogyakarta/Bromo.
Ore 09:00 partenza da Yogyakarta. Il bus, turistico, è decisamente vecchiotto. Viaggiamo tutto il giorno con 1 ora di sosta per il pranzo lungo la strada. Ripartiamo verso le 14:00. Ogni tanto il bus si deve fermare per riempire di acqua il radiatore, per fortuna l'abbiamo sempre trovata (l'acqua) !
Ore 20.00 arrivo a destinazione, guest house "Home Stay Bromo". Siamo a 1600 m. sotto il vulcano. Ceniamo e alle 22:00 andiamo a dormire, domattina la sveglia è puntata alle 03:00.
Venerdì, 1 Ottobre - Bromo/Bali.
Sveglia ore 03:00, colazione e partenza. Con una Jeep di 9 posti, saliamo per un po' cercando di avvicinarci ai piedi del vulcano. Ad un certo punto la salita continua a piedi o, per chi vuole, con gli asini.
È completamente buio e nebbioso, il paesaggio ha un non so ché di lunare (non che io sappia com'é il paesaggio lunare ma se lo dovessi immaginare lo immaginerei così). Il terrno ha una consistenza sabbiosa, é cenere. Dopo ca. ½ ora a piedi, senza alcuna idea della direzione in cui stavamo andando, arriviamo ai piedi di una lunga scala in legno. L'ultimo sforzo: in cima alla scala il cratere, bellissimo e fumante.
Inizia ad albeggiare, la luce é spettacolare i colori indescrivibili, il cielo cangiante. Fa freddo.
Restiamo in attesa dell'alba sulla bocca del cratere, all'interno una luce rossastra il ribollire della lava.
La discesa é andata decisamente meglio. È pieno giorno e possiamo ammirare il paesaggio circostante, molto interessante. Ritorniamo alle Jeep per l'ultimo tratto di discesa fino all'ostello, dove ci aspetta una meritata colazione. Ore 09:00 partenza per BALI con il bus del giorno prima.
Il viaggio, compresa la traversata in mare da Java a Bali, dura 12 ore.
ISOLA DI BALI
Sabato, 2 Ottobre - Bali.
Finalmente il meritato riposo. Una settimana di sciallo completo a Bali.
Hotel: Holiday Inn a Kuta (una delle tante spiagge di Bali) é molto bello. Anche qui la scoperta, che mi sarà sempre utile in futuro, di non prenotare mai gli hotel da casa. Siamo arrivati a Bali una notte prima, rispetto alla tabella di marcia, per cui la notte supplementare l'abbiamo pagata a parte: 40 $
La camera (all'ora il cambio $ era Fr. 1.15 ) prenotata da casa l'abbiamo pagata a notte x persona Fr. 75.-. Va beh ! é il primo viaggio.
Mhh ! Ottima colazione c'é di tutto di più e finalmente si mangia, dopo due settimane di quasi regime.
Passeggiata per il centro di Kuta: Classica località di mare molto turistica, piena di negozi, ristoranti, hotel, bar, … Ci informiamo per il noleggiare di un auto: una jeep Suzuki. 3 giorni 120'000 Rupie, la ritiriamo domani alle 18:00. Pomeriggio in piscina/mare e relax al sole. Cena in centro aragosta.
Domenica, 3 Ottobre - Bali.
Giornata tra mare e piscina. Alle 18:00 ritiriamo la jeep e andiamo a fare un giro a Nusa Dua e Sanur, località balneari adiacenti a Kuta.
Mentre Kuta la si potrebbe definire la Rimini balinese, animata, vivace, piena di locali, ideale per chi ama la vita notturna. Nusa Dua è riservata ad un turismo, oserei direi, d'elite: campi da golf, hotel esclusivi, … le strade sono veri é propri giardini. Sanur invece è più alternativa, tranquilla, meno affollata, popolata di gallerie d'arte, centri culturali. Qui ho visitato una galleria d'arte di artisti locali: Ubud (piccolo villaggio nell'entroterra).
Lunedì, 4 Ottobre - Bali.
Alla scoperta di BALI. Bali é grande +/- come il Canton Ticino.
Piccola premessa per i templi Induisti :
Nella maggior parte dei trempli vige la tradizione che per entrare bisogna indossare, legata in vita, una fascia. Non lo sapevamo per cui n'eravamo sprovvisti, allora abbiamo acquistato, in un mercato locale, due scampoli di tessuto. Sulla strada troviamo una piccola bottega di una sarta e ce le siamo fatte cucire.
Le conservo tutt'oggi assieme al Sarong, vestito tipico delle donne Indonesiane.
Siamo partiti con il nostro jeep direzione tempio ULUWATU. Bali é Induista a differenza di Java che è buddista, per tanto i tempi di cui parlerò sono di religione induista. Scesi dal battello, dopo la traversata da Java, risaliamo in bus per raggiungere Kuta. L'autista ogni qual volta incrociava un piccolo tempio (lungo la strada ne sorgono a decine, tipo le nostre cappelle sulle strade) si fermava a pregare, con un rito del tutto particolare. Spesso s'incontrano all'entrate delle dimore, lungo le strade o sui marciapiedi, dei piccoli altari adornati di fiori e cibo, in offerta agli dei.
Dunque il tempio di Uluwatu sorge su una scogliera, a strapiombo sull'oceano, da dove si gode uno splendido panorama. Attenti alle scimmie non fatevi mai sorprendere con del cibo in mano.
Lasciato Uluwatu ci dirigiamo verso Nord direzione Ubud. A Celuk, sulla strada ho comperato un paio di orecchini e una cornice in Silver.
Abbiamo vagato un po' per l'entroterra, ci siamo persi, ritrovati e finalmente arrivati. A Ubud comperiamo un dipinto Naif di artisti locali, già visti in galleria d'arte a Sanur, visitiamo altre gallerie vediamo artisti locali all'opera. Ubud é deliziosa merita sicuramente una visita. Monkey Forest: che se fosse per me non meriterebbe nessuna visita però … Fate molta attenzione le scimmie sono, brutte, cattive e dispettose.
Qui sono abituate ai turisti che se ne vanno in giro, i più sciocchi, con le noccioline per loro … di conseguenza aggrediscono chiunque, anche chi se ne sta tranquillamente con le mani in tasca (come la sottoscritta), alla ricerca di cibo.
Regola no. 1: Non comperate le noccioline, sarà la vostra fine. Non fatevi vedere con le mani in tasca, sempre bene in vista e sopratutto vuote. Davanti a loro, assolutamente, non mangiate.
Io le noccioline le ho comperate e mi sono anche fatta vedere che le avevo in tasca e che ne tiravo fuori un po' per volta, un paio di loro mi hanno letteralmente aggredito, aggrappandosi alla tasca, e scippandomi del pacchetto … da qui è nato il mio odio per queste bestie !
Sulla via del ritorno siamo andati a Klungkung e poi Dempasar, capitale dell'isola dove c'é anche l'aeroporto.
Martedì, 5 Ottobre - Bali.
Oggi abbiamo fatto un lungo giro in auto. Siamo saliti su per la montagna attraversando tanto piccoli paesini fino al lago Bratan, località incantevole. Al centro del lago, su di una piccola isola, si erge il tempio di Ulan Danu, una alta torretta in legno … luogo, questo, assai suggestivo. Lasciato Ulan Danu, proseguiamo sulla strada principale. Incontriamo da prima il lago Buyan dopodiché scendiamo verso Singarga, a metà strada le cascate di Gitgit, non sono male ma per chi come noi è abituato alle cascate …
La discesa termina sul mare, al tempio Meduwe Karang, da lì la strada riprende a salire verso un'altro lago questa volta di origine vulcanica: Batur. Paesaggio insolito, la strada attraversa una vasta zona di detriti lavici. In teoria avremmo dovuto vedere gli Hot Spring (getti di acqua calda) ma sono praticamente inesistenti, loro danno la colpa alla siccità, boh !. Rientrando a Kuta ci siamo fermati a comperare il biglietto aereo per Jakarta, 200'000 Rupie.
Mercoledì, 6 Ottobre - Bali.
Dopo aver vagato qua e là per la riconferma del volo, siamo andati a visitare il tempio Tanahlot.
Bellissimo: sorge su di una scogliera in mezzo al mare accessibile solo con la bassa marea, altrimenti la roccia viene completamente sommersa dall'acqua e il tempio sembra ergersi leggiadro sul mare.
Fortunati, la marea é bassa, e possiamo camminare fino ai piedi della roccia, dove c'é una grotta di serpenti sacri (per loro).
Proseguito il viaggio in auto fino a Gilimang, bello il paesaggio ricco di risaie terrazzate.
Il sistema di irrigazione di queste risaie é molto interessante.
In serata riconsegniamo la Jeep. Cena Nusa Dua.
Giovedì 7 e Venerdì 8 Ottobre - Bali.
Fermi. Ultimi giorni di relax al mare.
Sabato, 9 Ottobre - Bali.
Mattinata in piscina. Alle 13:00 partiamo : Dempasar - Jakarta.
3 ore a Jakarta e poi via destinazione Londra, Zurigo, Casa.
Fine dell'avventura, la prima di una lunga serie. Tiro le somme e l'esperienza, non ostante qualche contrattempo, é stata sicuramente positiva. L'Indonesia è un paese particolare, interessante sicuramente suggestivo.
Ci ritornerei ? Credo proprio di si, dando più spazio alle isole minori.
Lara