VIAGGIO
IN
MAROCCO
di
Roberta
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http://homepages.adhoc.net/rlombardi/index.htm
16 - 29 Aprile
2001
Il Marocco è un paese ricco di storia, arte e artigianato.
Il mare, il deserto e la catena dell'Atlante offrono paesaggi incantevoli.
Il Marocco si trova a poche ore di aereo o di traghetto da Italia, Francia e Spagna, ma la sua forte cultura islamica sembra in qualche modo resistere agli influssi dell'Occidente, soprattutto nelle zone rurali al di fuori dei circuiti turistici e nei luoghi di culto.
Ho viaggiato in Marocco per due settimane nell'aprile 2001 con il gruppo Gioetto.
ITINERARIO
In questo viaggio abbiamo utilizzato delle auto a noleggio (Fiat Uno, Peugeot 205, Fiat Palio) abbastanza scassate e abbiamo percorso circa 2300 km.
Le strade marocchine sono per lo più in buono stato e non c'è molto traffico. Da Erfoud a Marzouga si percorre una pista non asfaltata, che ha qualche brevissimo tratto sabbioso.
Per raggiungere la Valle delle Rose, nei dintorni di El Kelaa M'Gouna, si percorre un altro tratto sterrato abbastanza brutto ma accessibile anche a mezzi come i nostri.
A parte qualche rischio di foratura, non ci sono particolari difficoltà da segnalare.
In ogni città ci sono distributori di benzina super, verde e gasolio.
LE TAPPE DEL VIAGGIO
16/04/01 Milano/Casablanca/Rabat 100
17/04/01 Rabat/Meknes 100
18/04/01 Meknes/Volubilis/Fes 180
19/04/01 Fes
20/04/01 Fes/Ifrane/Azrou/Er Rachidia 420
21/04/01 Er Rachidia/Erfoud/Marzouga/Oasi Obera 120
22/04/01 Oasi Obera/Marzouga/Erfoud/Gole del Todra 200
23/04/01 Gole del Todra/Gole del Dadès/Bou-Tagra 150
24/04/01 Bou-Tagra/Tourbist/El-Kelaa M'Gouna/Ouarzazate/Marrakesh 380
25/04/01 Marrakesh
26/04/01 Marrakesh/Essaouira 175
27/04/01 Essaouira
28/04/01 Essaouira/Casablanca 400
29/04/01 Casablanca/Milano
CITTA' IMPERIALI
La storia del Marocco è piena di colpi di scena. Non appena una dinastia declinava, se ne formava subito un'altra per recuperare o conservare le conquiste di quella che l'aveva preceduta.
I Marocchini in ogni periodo storico hanno trovato un capo tribù o un sultano capace di riprendere in mano le sorti del paese, sviluppando un certo spirito nazionalistico.
Il periodo d'oro per la cultura ispano-moresca, che ha reso così simili l'architettura andalusa e quella marocchina, si colloca tra l'XI e il XIV secolo.
Guidati e infiammati dalle predicazioni di Ibn Iyasin, i Berberi provenienti dall'Adrar (regione sahariana della Mauritania) soppiantarono i sultani arabi provenienti da Baghdad: così nacque la dinastia degli Almoravidi.
Essi conquistarono Fes, fondata dai loro predecessori Idrissiti e sostennero militarmente gli emiri di Granada e Siviglia, continuamente minacciati dalla riconquista cristiana.
Nel XII secolo gli Almoravidi vennero scacciati dagli Almohadi, che a loro volta ebbero un peso importante nelle vicende spagnole.
Ogni dinastia costruì le sue capitali, talvolta smantellando i vecchi palazzi imperiali per costruire quelli nuovi.
Oggi la ricchezza artistica e culturale di quell'epoca è conservata nelle quattro città imperiali: Rabat, Meknes, Fes, Marrakech.
In ogni città si trova la medina, l'antica città araba contrapposta alla città nuova, spesso costruita con criteri occidentali in epoca coloniale o in tempi più recenti.
La medina è un dedalo di vie strette e tortuose, circondato da mura imponenti: al suo interno si trovano sempre la Grande Moschea, il souk (mercato) e l'hammam (bagno turco).
Le medine più grandi sono suddivivise in quartieri, ognuno dei quali conserva ancora oggi i quattro elementi ritenuti essenziali per la vita degli abitanti: la moschea, la medersa (scuola coranica), la fontana e il
forno.
IL DESERTO
Vedere il tramonto e l'alba sulle dune è stato uno dei momenti più belli di questo viaggio.
A Erfoud si lascia la strada asfaltata e per un paio d'ore si guida su una pista battuta fino a Merzouga, dove inizia uno spettacolare tratto di dune di sabbia.
Con le nostre Uno Fiat abbiamo percorso abbastanza bene, sebbene a bassa velocità, la pista: solo una macchina si è insabbiata, ma l'abbiamo subito tirata fuori!
Merzouga è la base di partenza di chi vuole addentrarsi nel deserto a piedi o a dorso di dromedario. Ci sono diverse possibilità di alloggio e di noleggio di guide e dromedari presso i numerosi alberghi, che sembrano dei fortini della Legione straniera, usciti dritti dritti da un film con Laurence d'Arabia.
In due o tre ore a dorso di cammello o a piedi (la velocità è la stessa!) abbiamo raggiunto l'oasi di Oberà, dove abbiamo cenato e dormito in una grande tenda, il tutto fornito dai berberi che gestiscono questo piccolo business.
Nonostante avessi già fatto viaggi nel deserto era la prima volta che salivo su un dromedario e devo dire che l'impressione è stata abbastanza negativa! La mattina dopo siamo tornati a Merzouga (a piedi) e abbiamo ripreso il viaggio.
Per chi ha tempo e va matto per le dune si possono organizzare anche tour di due o tre giorni. Vicino a Merzouga c'è un lago che nella stagione umida si riempie di acqua e fenicotteri.
KASBE
La kasba è la cittadella o il villaggio fortificato, di solito eretta in una posizione strategica o un po' elevata, che ne permetteva una migliore difesa dalle tribù nomadi.
La "strada delle kasbe" propriamente detta è il tratto che unisce Ouarzazate e Marrakesh, ma in realtà se ne possono ammirare diverse lungo i fiumi Ziz, Dadés, Todra e Draa.
I fiumi di questa parte del Marocco scorrono tra le rocce rosse della catena dell'Atlante.
Il Todra e il Dadés hanno scavato delle vere e proprie gole; lo Ziz e il Dra invece si snodano nelle loro vallate, bordate da una striscia ininterrotta di oasi verdissime di palme da dattero, coltivazioni di cereali e alberi da frutto.
Qua e là, su uno spuntone di roccia o un piccolo rilievo, sorgono le kasbe, anticamente abitate da sceicchi e califfi berberi.
La maggior parte di esse è abbandonata e in avanzato degrado, perchè è venuta meno la necessità di difendersi dai nemici ed è più comodo per la gente vivere in basso, vicino al fiume e ai campi coltivati, nelle case rosate in terra cruda che si nasconodono tra le palme.
Le kasbe affascinano per i giochi di luci e ombre creati da case, terrazzi, cortili, mura merlate. Stupisce il modo armonioso in cui si inseriscono tra il rosso delle rocce e il verde intenso delle palme.
MARE
Il Marocco offre anche la possibilità di fare un po' di turismo balneare. Purtroppo il clima non troppo favorevole (ad aprile è ancora un po'
freddino !) e la mancanza di tempo ci hanno "costretto" a dedicare solo una giorno alla costa atlantica, visitando una località molto graziosa: Essaouira.
La cittadina è cinta da alte mura che racchiudono le due kasbe, la medina e il mellah; tutti gli edifici sono dipinti di bianco con porte e finestre bordate di blu. I vicoli sono pieni di negozietti di artigianato e di souvenir, mentre le piazze pullulano di bar e ristoranti di pesce, con tavolini e ombrelloni. Il porto è molto animato e offre una bella passeggiata tra barche, pescherecci e reti. Le principali fonti economiche di Essaouira sono infatti il turismo e la pesca di sardine e crostacei.
Nei pressi del porto ci sono diversi stand dove i patiti del pesce possono scegliere tra aragoste, gamberi, granchi, sogliole, seppie e altro, farseli cuocere sul momento alla brace e mangiarseli sui tavolini all'aperto. La spiaggia di sabbia fine è ampia e costeggiata da un viale su cui si affacciano alberghi e pensioni per tutte le tasche. L'unico neo di Essaouira è il vento, generato dall'incontro tra l'aria secca che proviene dal deserto e l'aria umida dell'Atlantico. Questa particolare condizione climatica ne fa un paradiso per i surfisti.