TORNANDO
A CASA
DAL
PORTOGALLO
di
Mara
Luglio
2004
Riguardando le fotografie scorro i passi fatti in quelle strade cariche di
fascino..., il termine più adatto per Lisbona (ammesso che ne basti uno solo per descriverla). Cinque giorni per visitarla. Il mio consiglio è quello di perdersi nelle intersecate viuzze, facendo attenzione ai tradizionali tram, che ti passano a pochi centimetri di distanza.
Non si può non salire sul n.28 (se si riesce perché al massimo ci potranno stare 30 persone) e ammirare gli interni in legno; lasciarsi trasportare mentre cerca di "arrampicarsi" sulla collina. Quassù c'è il Miradouro di St. Luzia dal quale si possono ammirare sia la città, che i bellissimi azulejos (piastrelle in ceramica dipinte a mano) sui muri delle abitazioni.
Continuando la salita della collina si arriva al Castello di Sao Jorge che domina Lisbona ed offre un panorama bellissimo, anche sul ponte XXV de Abril. Si riscende attraverso le contorte strade dell'Alfama, quartiere residenziale al tempo dei mori, ora è una zona popolare dove le tradizioni sono molto vive, qui si trova la Cattedrale da Sè. Si finisce in qualche trattoria dove consiglio di mangiare l'arroz (riso) al forno, speziato con arancia e carne...,
è ottimo !! A prezzi davvero economici.
Improvvisamente ci si ritrova nel centro : Praca Rossio e Praca des Restauradores dove si nota la Stazione del Rossio con i suoi 2 archi moreschi a fero di cavallo. Questa posizione è ottimale per visitare la Baixa (la zona più
ricca, ricostruita dopo il terribile incendio del 1755) ed il Bairro Alto nel quale si trova l'Elevador de Santa
Justa.
Attraversando la Baixa si arriva a Praca do Comercio che confina con le sponde del fiume Tejo e dove vi è la stazione Cais do sodrè, nella quale si può acquistare l'abbonamento giornaliero a treni e autobus fuori
città : ci si avvia così verso la torre di Belém, il monastero dei Jerònimos (con il cerntro culturale di Belém); arrivati a Caiscais con il treno si giunge con il bus all'indimenticabile Cabo da Rocha.
Il bus ci lascia al limite di un promontorio, ci avviciniamo a piedi e arrivati un'immensità di emozioni ci
avvolgono : latitude 38° 47 norte..., longetude 9° 30 oeste, Ponta mais ocidental do continente
europeu... e dove ci sono scritti i versi del poeta Camoes "AQUI..., ONDE A TERA SE ACABA E O MAR COMECA..."
E' un posto molto romantico : il faretto in attesa da sempre delle imbarcazioni;
le scogliere altissime, imponenti e infine l'oceano immenso..., in questo luogo la fantasia prende il volo e i pensieri sono liberi.
E' una sensazione fantastica guardare all'orizzonte, mentre il vento fortissimo penetra in ogni parte del corpo, come se volesse renderti parte di quell'universo di fiaba.
Tornando a Lisbona si può raggiungere, grazie all'efficientissima metropolitana, la parte nuova della città ed arrivare allo Stadio da Luz e lo Stadio Josè Alvalade, famosi per gli ultimi Europei di calcio.
I successivi cinque giorni li abbiamo trascorsi in Algarve a sud del Portogallo, raggiunta con un comodissimo autobus dall'Arcu du Ciego di Lisbona, dove ogni giorno partono collegamenti per tutto il Portogallo.
Siamo arrivati a Praia da Rocha e ammirato le spiagge immense, di sabbia finissima ed un mare cristallino,
ma..... moooolto freddo !! Roba da brividi !!! Comunque qualche nuotata siamo riusciti a farla.
I restanti tre giorni li abbiamo trascorsi fra Praia da Rocha e Praia du Vau. Infine il rientro a Lisbona per l'aereo che ci avrebbe riportato a
casa.... e devo dire che dopo dieci giorni la sensazione del ritorno al dolce nido è stata davvero
incantevole..., il respiro dell'aria di casa, con in più un pò di quella "saudade" portoghese che tanto mi ha
emozionata...
"...c'è un tempo perfetto per fare silenzio..., guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini
quando è l'ora muta delle fate..."
(Ivano Fossati).