VIAGGIO
IN 25 Febbraio, domenica - PARTENZA
RUSSIA & INDIA
di
Sauro
25
Febbraio - 17 Marzo 2001
Ebbene si, sarei andato a MOSCA e come alloggio ho scelto la sistemazione in famiglia in quanto sono molto curioso sugli usi e costumi dei paesi stranieri e la soluzione mi è sembrata quella più consona ai miei desideri; preciso che la visita a Mosca era uno stop-over per poi proseguire per l'INDIA ed è stato effettuato a fine Febbraio: confesso di aver preso sottogamba il clima russo che si è vendicato della mia sprovvedutezza propinandomi tre giornate di freddo eccezionalmente freddo ed io ne ho pagato tristemente e aihmè il fio.
Arrivo Domenica sera all'aeroporto internazionale dopo un volo "no problem" con la compagnia di bandiera russa AEROFLOT, la consegna del bagaglio è tipica di paese ex comunista, leggasi lenta, poi prendo la navetta per la prima fermata della metro e raggiungo abbastanza facilmente la famiglia che risiede in leggera periferia (ho scelto la periferia perché credo più genuina) i Moscoviti sono particolarmente gentili con i turisti (grafia cirillica) e disponibili. La padrona di casa (se ricordo bene SASHA) è una donna sui 60 anni tipicamente russa, bionda occhi azzurri conosce una 20na di parole di tedesco e con quelle, aiutandoci anche con il linguaggio gestuale, imbastiamo delle lunghe conversazioni: sono stanco e dopo una cena a base di insaccati patate e l'immancabile panna acida (smetana) e the (chai) me ne vado a dormire. La stanza è quella degli ospiti ed è multifunzionale: soggiorno, sala, camera da letto biblioteca sala d'ascolto. Sasha mi mostra con orgoglio una collezione di lp dei BEATLES che ascolto per compiacerla un po' prima di cadere in un sonno profondo.
26 Febbraio, lunedì - MOSCA
Il mattino sveglia alle 8.30, fuori -15 ed io penso alle poche cose che ho con me per non gravare il bagaglio e mi rammarico un po'. Comunque la colazione è pronta: è una tipica colazione di paese nordico abbondante e ricca di calorie. C'è una specie di dolce fatto con yogurt e marmellata che mi piace assai oltre che a formaggio uova fritte chai e pane. Faccio onore alla mensa e nel frattempo arriva l'addetto dell'agenzia per la vidimazione del visto: mi aspetto il classico burocrate ed invece mi si para davanti un angelo biondo che subito mi mette di buon umore. Parla un inglese immacolato e ne approfitto per chiarire alcune faccende non intese con SASHA.
Con OLGA, così si chiama l'angelo, andiamo in centro, cambio un pò di dollari (consiglio di valutare le varie offerte dei punti di cambio perché ci sono discrete differenze; le banche sono comunque strano a dirsi le meno convenienti) ed inizio una tipica giornata da turista : la PIAZZA ROSSA.
Ora intendo chiarire che a me i monumenti in un paese interessano si, ma prima di tutto viene la gente e le sue espressioni di vita vissuta, quindi forse dedicherò poco tempo in questo breve report alle bellezze architettoniche di Mosca che comunque ci sono e sono notevoli : prima di tutte la PIAZZA ROSSA : imponente il Cremlino e vero incanto la chiesa di S.BASILIO, vero gioiello specialmente se la si guarda dal basso verso l'alto lato fiume Moscova, sfortunatamente chiusa per restauri (un consiglio: le chiese ortodosse si assomigliano tutte, sono come i castelli della Loira in Francia, quindi, a meno non si sia dei veri esperti o cultori, vista una ,viste tutte..).
Visitato il mausoleo di Lenin e tombe di papaveri di stato cerco un ufficio postale e un cyber-cafè, che guarda caso convivono in un mastodontico edificio: effettuo alcune telefonate, controllo posta elettronica e, decido di visitare le stazioni della metro.
LA M E T R O a Mosca è una meraviglia, di orari di puntualità, di frequenza di corse di economicità e soprattutto di architettura delle stazioni centrali. Scelgo una linea a caso : quella rossa e scendo ad ogni fermata: stupore e meraviglia. Sono bellissime, almeno quelle centrali. Poi stando al suo interno, visto il freddo che c'è fuori (-8 a mezzogiorno) sono superaffollate da una umanità varia e variegata ed è questo aspetto che mi interessa: guardo, ammiro e bevo il tutto. C'è chi vende ogni sorta di merce, chi corre, chi ha fretta, chi suona, chi passa il tempo: uno spaccato etnico di Mosca. In poche parole faccio passare 4 o 5 ore prima di ritornare dalla mia matrioska (Sasha) stanco e gelato (a proposito il mio dinamismo innato è messo a dura prova dal freddo pungente che penetra nelle ossa e nella ciccia).Ora descrivo la casa, meglio l'appartamento di tre stanze + servizi inserito in un classico block house di stampo stalinista con circa 100 appartamenti per unità. Quello che mi colpisce è che il mobilio e' rimasto il classico mentre la famiglia si è dotata di tutti i più moderni elettrodomestici, compreso il microonde, evidentemente sanno di occidente e quindi molto ambiti. L'abitazione è decorosa e molto pulita e curata ma sa di passato in ogni angolo (a proposito c'è un lusso in mio onore: la carta igienica!!!!). Il cibo è degno di una popolazione che mangia per cibarsi, certamente per un italiano buongustaio è un tasto da non toccare ma per me è parte integrante dello studio di un paese. Ebbene in famiglia d'inverno si consuma una enorme quantità di patate presentate in tutte le salse, peraltro buone, poi tutta una serie di verdure conservate tipo cetrioli, cipolle carote condite immancabilmente con la smetana.
In casa di Sasha non è mai comparsa la vodka (meglio per me che sono analcolico): la signora è sempre stata molto discreta, ho sempre trovato il bagno e toilette liberi all'orario della mia sveglia, si è defilata dopo aver preparato la cena (ed io le ho fatto capire con le famose 20 parole di tedesco che conosce che gradivo la sua presenza, e lei ha molto apprezzato. In fondo ero andato in famiglia per conoscere la famiglia...).
Nei due giorni successivi ho fatto il turista visitando il Cremlino, ove si viene pelati all'ingresso di 10 $ solo per entrare, poi ogni cosa al suo interno è a pagamento, e sinceramente vista una chiesa le altre sono simili. Devo dire che il Cremlino è stata la più grande delusione. Carino il quartiere dell'ARBAT, anche se mancava l'animazione fornita dai turisti praticamente assenti in questo periodo dell'anno. Molto invece mi è piaciuto il mercato di ISMAILOVO alla fermata ISMAILOVO PARK ed il Monastero di NOVODEVICI. Non ho visitato musei perché mancava il tempo mentre un pomeriggio mi sono avventurato lungo i viali vicino alla MOSCOVA per visionare le abitazioni/palazzi ristrutturati e devo dire che mi sono piaciuti. Qua e là spunta qualche monumento di regime (palazzi tipo KGB) fermata metro Lubianka che porta alla realtà del comunismo una architettura che ha conosciuto momenti di vero splendore…
Il Mercoledì tardo pomeriggio ho appuntamento con un altro angelo per un veloce saluto e due chiacchere sulle mie impressioni su Mosca (questo angelo è apprendista giornalista ed allora tra quasi colleghi ci scambiamo 4 chiacchere, meglio direi 444444444 (4 sono qualche cosa d'altro che ci siamo scambiati sulle gote gelate alla partenza all'aeroporto).
Dimenticavo a proposito di angeli: non credo di avere mai visto, e dire che sono sempre in giro per il mondo, tante belle donne/ragazze in così poco tempo in vita mia: quei nasini affilati all'insù, quei capelli biondi che incorniciano visini ovali e un tantino orientaleggianti, e quell'incedere
imperiale paludate da pellicce e colbacchi... se chiudo gli occhi e mi sintonizzo su Mosca vedo la piazza Rossa ammirata la sera prima di partire sotto una fitta nevicata, e i volti delle moscovite........
Beh, ritorniamo alla realtà contingente: mi incontro con l'angelo ai magazzini GUM (diventati una galleria di negozi extra lusso degni del più raffinato centro commerciale italiano o francese). Beviamo qualche cosa, ammiro la PIAZZA ROSSA la rimiro e la guardo ancora una volta poi la METRO ci inghiotte per l'ultimo giro: destinazione capolinea per poi salire sulla navetta che a mia insaputa termina il servizio alle 19,30. La perdiamo. Ed ora? Per fortuna che c'è con me l'angelo che mi fa salire su altro autobus che molto lentamente (60 minuti) ci porta all'aeroporto e qui giunti mi accomiato da Mosca, dalla Russia e dall'angelo…
A proposito all'atto della richiesta del visto si è obbligati ad accendere polizza assicurativa. Io, consigliato dai funzionari del Consolato l'ho stipulata con la Compagnia ELVIA. Ebbene sono un fedele seguace della PAR CONDICIO che mi fa elevare vibrate proteste (incazzarsi come una biscia) quando subisco abusi, ma anche ringraziare quando il servizio fornito è esemplare, ebbene dicevo poiché ho subito in INDIA il furto del bagaglio, la assicurazione di cui sopra mi ha liquidato senza tante pippe e rompimenti in 10 gg. dalla presentazione della denuncia/documentazione.
ciao ed arrivederci…
Ma come cavolo si dice in russo ARRIVEDERCI ? eppure l'angelo me lo aveva insegnato, mentre due lacrimoni Le scendevano dalle gote dobro qualche cosa dosli vece, boh ma forse stavo guardando i lacrimoni : ah 'sti italiani, di fronte ad una femmina non sanno più cosa fare…(meglio così, meno male)
1 Marzo, giovedì - NEW DEHLI
Arrivo a New Dehli con un'ora di ritardo viaggio decente trovo un clima sorprendentemente frizzante vado subito all'AEROFLOT ma mi rinviano all'ufficio in città: prendo il bus scassatissimo che mi conduce in centro e finalmente indosso i sandali: con i geloni,ricordo spiacevole di Mosca: che sollievo!!!: mi scaricano vicino al quartiere del bazar (uno dei tanti) e trovo l'albergo suggerito dalla
BIBBIA : Lonely Planet (un pezzo in triciclo per consunzione per l'insistenza del proprietario)e faccio un primo sonnellino, poi tuffo nel bazar e primo contatto con l'India le sue mucche il suo concetto particolare della pulizia e dell'ordine: mangio qualche cosetta, mi rado a zero e vado all'AEROFLOT a piedi, lungo la strada assaggio ancora qualche cosa ed osservo il traffico infernale degno di BANGKOK ma con in più la componente clacson che in modo continuo suonano specialmente i rickshaw e le bici : arrivato confermo il volo di ritorno dopo una attesa di un'ora e così non
dovrò pensarci più, aiuto un italiano imbranato ed un tantinino stupido a sbrigare la stessa mia pratica e poi vado a visionare il sitar in un negozio e combino 1300 con anticipo di 200 e ritiro al rientro dal viaggio in RAJASTAN, guardo anche gli occhiali con lenti progressive e li trovo particolarmente a buon mercato 3500 per le sole lenti, così combino anche qua. Rientro in hotel stanco, soddisfatto e poi alla stazione per prenotare il treno per il giorno seguente: due jocks mi aiutano e tutto ok per il giorno seguente partenza da old Delhi ore 21.00 ed arrivo a Jodphur per il mattino
seguente : prezzo del biglietto 240 rupie, con precedente tentativo di sviarmi in agenzia privata (furbetti questi indiani).
2 Marzo, venerdì - NEW DEHLI
Sveglia di buon mattino doccia poi colazione sulle bancarelle a base di frutta bighellonamento per il bazar, acquisto di ciabatte poi con lo zaino in spalla affronto i 6 chilometri che mi dividono da Old Dehli ed ho l'occasione di osservare con calma l'India della vecchia città: passeggio per lunghi viali e noto che metà popolazione è venditrice di qualche cosa ,di ogni cosa sperando che l'altra metà acquisti qualche cosa per sbarcare il lunario: capito in un vecchissimo bazaar ove assisto alla preparazione e cottura del pane chapati dentro una botte/forno poi capito nel mercato del bestiame e qui sono bloccato dal
casino : fortunatamente la violenza ed il furto non sono parte della civiltà indiana, fossimo stati altrove avrei trovato uno zaino alleggerito in men che non si dica; due poliziotti mi invitano, facendomi largo tra la marea di folla a mettermi lo zaino davanti, e così guadagno la strada per la moschea, immensa ed oasi refrigerante, ove arrivo molto stanco e letteralmente mi accascio stanchissimo e ci scappa anche un pisolino, al risveglio gruppi di ragazzini mi si affollano intorno alla richiesta insistente di una penna o di bon bon ma resisto e poi mi incammino verso il forte rosso immenso ed imponente all'esterno ma una vera delusione all'interno e questa sarà una costante nelle visite a seguire: all'imbrunire mi faccio due deliziosi panini con verdura vicino ad un tempo Jainista e prima di arrivare alla stazione acquisto con contrasti (avevano nascosto l'articolo appena ravvisato il mio interesse, forse per aumentare il prezzo) di una maglietta con logo Nike. Arrivato alla stazione scopro che il treno è già in stazione perché nasce qui quindi trovo la carrozza ed il posto assegnato, dopo circa mezz'ora arrivano 5 japs che si
sistemano : una di loro parla un buon inglese ed iniziamo una buona conversazione, mentre il treno puntuale alle ore 21 parte e durante la notte un FREDDO BOIA ci coglie di sorpresa, quindi mi vesto con tutto ciò che nello zaino al punto da sembrare la pubblicità dell'uomo MICHELIN, e dire che guardavo con una certa sorpresa le persone alla stazione che piegavano coperte nelle loro valigie/borse prima di salire sul treno.
3 Marzo, sabato - JODPHUR
Arriviamo a Jodphur con un'ora di ritardo che praticamente non è nulla come al solito seguo i consigli della BIBBIA e trovo un bel alberghetto vicino ala stazione fronte Post Office, ove il proprietario, dietro presentazione della tessera di giornalista, mi applica subito uno sconto di 50 rupie, e da questo momento in poi i prezzi, come era successo a Cuba subiranno una notevole decurtazione rispetto a quelli praticati nella grande capitale :
faccio due nanne e poi in giro a zonzo, prenoto il bus per JASALMER nel deserto , faccio colazione al solito modo mi incammino verso il forte che trovo essere il più bello in assoluto tra i numerosi visti, chiacchero con alcuni turisti americani e ritorno all'albergo e con un rickshaw vado, dopo 4 chilometri al palace trasformato in MEGALBERGO da 200.000 carte a notte, ritorno in città vado verso il suk ceno e ritorno in albergo ove in terrazza leggo la guida sperando in qualche incontro da chiacchera ma a parte 4 chiacchere con una tipa tedesca un po' radicale non trovo nulla di interessante e me ne vado a letto, domani mattina devo essere per le 8 alla stazione dei bus per la partenza in bus superlusso…(o la vache)…
4 Marzo, domenica - JAISALMER
Viaggio in bus verso Jasalmer deserto, tutto bene compagno di viaggio un americano di SEATTLE, educato e colto in viaggio da un anno per il mondo: un figo che mi spiega un sacco di cose poi arriviamo alla città, solito assalto degli imbonitori che qua è particolarmente sfrontato al limite dell'intimidatorio ma io opto per l'hotel HENNA ed arrivato ottengo dal tipo, (strana rassomiglianza con INFUFFINO FILIPPI) un buon sconto poi solite cose nanne pappe (50% con stratagemma giornalista, anche se il tipo fa' finta di niente) il posto è magnifico, vicino c'è una specie di laghetto con vecchie costruzioni vicino mi fanno feste ed anche bevo a sbafo poi ritorno in hotel per nanne: rimango incantato dalla città vicino al deserto, mi dicono che i turisti sono pochi e capisco allora l'accanimento per accapararsene uno all'arrivo dei bus; la situazione igienica è sempre peggiore, raccolgono tutte le immondizie in un punto di una piazza e le portano via il giorno seguente lasciandole maleodoranti per parecchio tempo: vedo una presenza assidua di camionette dell'esercito segno che il PAKISTAN nemico è vicino:costo camera 75 rupie, e la camera è molto bella per quel prezzo.
5 Marzo, lunedì - JAISALMER
Mattinata in giro a bighellonare per la città, veramente molto bella, ritorno in albergo con pranzo servito incluso nel prezzo di 500 rupie per il safari che parte alle ore 13 su una jeep guidata dal fratello del proprietario dell'hotel : sosta per vedere una specie di tomba dei tempi che furono, poi un villaggio di nomadi ove mi sento male nel cuore a vedere come ci considerano noi turisti : i gringos, bruttissima impressione, poi sul cammello per un paio di ore tutto bene visto che temevo per ripercussioni sulla pressione sanguigna poi sosta in una specie di duna e ritorno verso sera con uno strano magone che mi ammutolisce. Cena in tono minore poi a letto.
6 Marzo, martedì - JAISALMER
allora intervista con un capo casta indù (bramino) e sincera delusione pur se mi da qualche spiegazione storica, è il fondatore del museo e si da un'aria sfacciata, e sinceramente mi sta' sulle scatole quindi lo ascolto con interesse ma con distacco verso tutte quelle persone che si sentono più di quello che in effetti sono, poi vado in giro per Jasalmer ed acquisto alcune pezze di stoffa lavorate poi visito i magnifici haveli costruzioni di pietra intarsiata, robe meravigliose che evocano un passato radioso di questa località situata sulla via della seta, poi soppiantata dalle vie di mare con il porto di BOMBAY.
Ritorno all'hotel prendo lo zaino e mi avvio alla stazione dei bus , giunto alla stazione salgo sul bus che parte in anticipo di 30 minuti in quanto non essendoci sufficienti passeggeri per JODPHUR di due ne fanno uno che si fermerà a JODPHUR per poi proseguire per JAIPHUR; ca… sti' indiani, che fregatoresi !
7 Marzo, mercoledì - JAIPHUR
In autobus conosco un sedicente dottore che mi offre la sua ospitalità che io accetto volentieri, chiaccheriamo del più e del meno ed una arrivati a JAIPHUR mi tira inaspettatamente il bidone, ma che str…, cerco e trovo un alberghetto nelle vicinanze e nanne: poi dopo un paio di ore cerco di cambiare skei evado verso il centro ove dovrei trovare la tanto decantata casa con le 1000 finestre : il centro è lontano ma io non demordo e cammino dentro ai miei pantaloni indiani larghi e comodi : non si suda quasi mai e la maglietta nera che indosso già da un giorno non spusa : raggiungo il centro congestionato dal traffico e finalmente vedo il monumento che è imponente e vale da solo la pena di una visita alla città che poi è anche la capitale del RAJSTAN : chiacchero alla grande e poi ritorno in hotel non senza prima aver comprato il biglietto bus per AGRA per il mattino seguente: la sera ritorno in centro per vedere la casa illuminata ma la delusione è grande poiché l'effetto non c'è in compenso il traffico è alle stelle e continuo a sputare per lo smog : sputare = porcelli è vero, ma dopo una settimana diventa naturale e significa che l'India mi sta conquistando, ritorno con qualche acquisto di cavolate varie.
Nel pomeriggio avevo prenotato i biglietti ferroviari per Agra-Delhi e Delhi-Varanasi-Delhi non senza una certa difficoltà causa un impiegato molto imbranato della serie grigio mezze maniche: da Benares a Delhi sono il lista d'attesa.
8 Marzo, giovedì - AGRA
Il viaggio in bus per Agra è stranamente tranquillo, per la festività dei colori che segna la fine dell'inverno : lungo il tragitto durante una sosta poco ci manca che perda il bus, perché mentre mi stavo sorbendo l'ennesimo curd (yogurt) il bus è partito senza la canonica strombazzata ed io ho lasciato per terra il bicchiere ed ho rincorso ma lo spostamento era solo verso un distributore; arriviamo ad Agra verso le ore 13 e vengo avvicinato da un autista di rickshaw anziano, e cioè da fidarsi e lo seguo mi porta in un bell'alberghetto ove mi accordo facilmente per 100 rupie a notte poi su consiglio dell'autista doccia veloce e via verso il TAJ MAHAL che visito con grande fortuna pagando solo 10 rupie al posto di 10 $$ grazie alla tessera magica, esco decisamente deluso e al ritorno verso il rickshaw intrattengo una lunga conversazione e trattativa con un ragazzino che mi vende una decina di penne di cristallo poi ritorno in hotel non senza aver visitato i vari negozi di tappeti e di pietre intagliate (una vera meraviglia ma pesano) : mi concedo un lusso, cena al ristorante seduto e con tanto di chapati, pepsi e verdure varie per strada è festa e la tradizione vuole che tutti i ragazzi si gettino addosso e gettino ai passanti acqua colorata, ed ora capisco perché nei giorni che precedevano c'era una vendita enorme e frenetica di quei fuciletti ad acqua che tanto vengono usati da noi dai ragazzi d'estate per farsi i gavettoni.
In albergo mi faccio cambiare la camera perché temo il casino dell'atrio ma cado dalla padella alla brace in quanto l'altra camera da sulla strada che è sempre affollata anche durante la notte e quindi dormo poco e con i tappi.
9 Marzo, venerdì - FATEPURSIKRI
Il mattino seguente vado a FATEPURSIKRI e l'autista, un sikh, e' particolarmente calmo e prudente ed il viaggio peraltro di circa un'ora scorre liscio: arrivato nella località trovo la guida imbonitrice per la moschea e la spiegazione è completa ed esaustiva, c'è anche l'appendice commerciale con esito negativo per lui, poi mi avvio verso il palazzo reale che visito sempre pagando 10 rupie e contento anzi contentissimo di avere visto qualche cosa di magnifico me ne ritorno al bus pranzando come al solito. Ritorno ad Agra e giro per la città con le solite cose cena nuovamente al solito ristorante e nanne nella camera originaria al primo piano e rimproveri notturni agli avventori
casinari : ah dimenticavo CAMERA CON TV io che sono un mangiatore di tv ne faccio una scorpacciata e scopro che la TV indiana ha moltissimi canali ed anche eterogenei, con immancabile presenza delle telenovelas.
10 Marzo, sabato - AGRA DELHI
Il mattino era in programma una visita con l'autista per Agra ma improvvisamente mi rendo conto di aver fatto l'ennesimo casino con il biglietto del treno quindi di corsa ala stazione CANTONMENT per beccare il primo treno per DELHI in terza classe dopo aver ricevuto il rimborso del biglietto precedente, viaggio in terza classe e trovo anche da sedere, i chilometri da percorre sono poco più di 100 ma il KERALA EXPRESS, così si chiama il treno, è lentissimo ma và
: nella panca di fronte a me c'è una donna molto prosperosa con occhi nerissimi e dopo circa un'oretta di viaggio comincia un gioco degli sguardi che continua per due ore fino a che la tipa attacca bottone chiedendomi
dell'occidente : soliti discorsi, cerco il contatto con colloquio ma non c'è nulla da fare, peccato perché era niente male, anche se un pò sguaiata: arriviamo a Delhi ed io sono preso dal classico MONA MOMENT: lascio una borsa di plastica sotto la panca, e nonostante me ne sia accorto dopo poco la borsa era già sparita : beh poco male non conteneva nulla di prezioso; arrivo in albergo per travasare nella borsa alcune cose e poi me ne vado girovagando in attesa del treno per BENARES, che è in ritardo di tre
ore : trascorro la maggior parte dl tempo in stazione guardando lo sciamare dell'India in continuo movimento : ma dove cavolo andranno? Treni sempre superaffollati boh? E che treni minimo 20 carrozze che contengono un centinaio di persone, ogni treno praticamente è un paese in movimento. Finalmente arriva il treno e localizzato il loculo mi addormento tardissimo per consunzione, accompagnato dal pensiero di essere stato distratto come al solito.
11 Marzo, domenica - BENARES
Arrivo dopo aver fatto un viaggio abbastanza comodo arrivo a BENARES nel tardo pomeriggio e subito trovo l'autista anziano che prima mi accompagna in hotel indicato dalla BIBBIA ma è pieno ed allora in un altro ove concordo per tre notte a cifra ragionevole (100 rupie) : la camera è discreta ma è in centro e 100 metri da un ghat che visito subito e mi si blocca la bocca dello stomaco al vedere lo spettacolo della cremazione : problema della cena risolto.
Primo contatto con la città molto d'impatto.
12 Marzo, lunedì - BENARES
Eccomi dunque a Benares la città magica la città spirituale la città tanto decantata : ebbene il primo impatto è stato di spessore : il giorno seguente girovago un pò vado su e giù per i ghat e alla vista delle cremazioni mi fanno tornare in mente, per una certa associazione di idee, il mio vecio : vado in un paese vicino per visionare qualche cosa di interessante ed in effetti lo vedo : un bel tempio buddista una stupa ed altre cosette : all'andata il bus viene letteralmente requisito dalla polizia e devo andare con un taxi collettivo : ritorno a Benares e vado a dormire non senza essermi sorbito come cena un paio di curd.
13 Marzo, martedì - BENARES
Oggi ho deciso di percorrere i vari ghat e su e giù non senza una certa fatica, assisto immobile a debita distanza a tutta la cerimonia della cremazione e la cosa che mi sorprende di più e la festa che accompagna la cerimonia : intorno ci sono parecchi turisti, la maggior parte su barche turistiche ed altri, i più etnici a piedi : vicino ad un ghat trovo un negozio di strumenti musicali ove entro e discorro; in effetti il sitar che ho lasciato a DELHI è più economico ed anche più grande, credo.
Mi danno appuntamento per la sera perché ci sarà una sessione di sitar e tamla; girovago un po' e finisco in un mercato ove vengono battute grandi quantità di sete, ne ammiro i colori ed alla fine acquisto una stola di broccato di seta MAGNIFICA.
Ritorno in hotel con il prezioso acquisto cenando ovviamente sulla strada quivi giunto mostro gli acquisti ed un tizio si vanta di avere le stesse cose a prezzo inferiore.
Il mio hotel ha davanti all'ingresso un piccolo spazio che due belle e grasse mucche hanno eletto come loro dormitorio (d'altronde è o non è un albergo l'edificio che sta davanti ?) .
14 Marzo, mercoledì - BENARES
E' l'ultimo giorno prima della partenza, vado dal tizio a visionare le sue sete e acquisto qualche cosa. Vado in stazione per controllare la lista d'attesa ma nessuno mi sa dire niente e sinceramente credo che questo sia stato uno dei pochi momenti di disservizio che ho trovato in questa mia vacanza, poi un vero dramma per cambiar denaro a tasso poco favorevole, poi acquisto lo zucchero di canna per JAMMY, poi in albergo a preparare le mie ultime cose; schiaccio un sonnellino nell'androne entrando così nella tipica vita indiana e per fare due passi mi dirigo verso il tempio delle scimmie, ma nel tragitto un mercante riesce a farmi entrare nel suoi negozio e mostrarmi la merce che in effetti non è male, ma io non voglio più acquistare nulla, ma tanto mi conosco e scambiando due orologi, chiaccherando del più e del meno e con l'aiuto di qualche dollaro riesco a fare buoni affari; terminati gli acquisti mi dirigo alla stazione per prendere il POORVA EXPRESS per Delhi : il treno è ovviamente in ritardo (3 ore), ma arriva e qui inizia la parte di viaggio in treno peggiore che ho affrontato sino ad ora; il posto ovviamente non c'è, ma neanche in piedi e sono stipato come una sardina (mentre aspettavo, un francese mi dice di aver preso la 2 ac e credo che se dovessi tornare in india questa sarebbe la soluzione che adotterei : cmq notte d'inferno…
15 Marzo, giovedì - DELHI
Finalmente verso mattino qualcuno che scende mi cede il posto e caracollando come un deportato salgo sulla cuccetta e prendo sonno come un sasso; mi sveglio verso le ore 11 ma ancora sono distante da a DELHI ed inizio un fitto chiaccherio con alcuni indiani che arrivano da CALCUTTA reduci da un matrimonio ed apprendo cose turche della serie invitati circa 300 per due giorni e via dicendo (matrimonio in economia) da cui si evince la sacralità dell'istituto matrimonio in questo paese.
Arriviamo a Delhi verso le ore 13, vado in hotel riposo un pò poi non resisto dall'andare a prendere gli occhiali e info per il
sitar : pago gli occhiali e ne sono beato se penso a quanto ho risparmiato (speso solo 160.000 per lenti progressive antiriflesso contro le 800000 in Italia), poi la sera vado ad uno spettacolo, ma lungo il percorso l'autista si perde e giungo in ritardo e lo show si rivela una cavolata paurosa, forse la peggio incocciata sinora. Ritorno in hotel e nanna, domani si parte
16 Marzo, venerdì - DELHI
Mattinata alla polizia ferroviaria indiana per sporgere denuncia e lungaggini sopportabili poi all'ambasciata italiana ove il tutto si risolve il pochi minuti, poi ritorno, preparazione bagaglio ultimo giretto per il bazar di Delhi nanne poi via in partenza per l'aeroporto; prima di arrivare al terminal AIRINDIA mi fermo a prelevare il sitar tanto agognato e scopro che me lo hanno messo in un sacco di protezione, chiacchero tantissimo con i venditori (sono molto simpatici ed anche onesti) poi uno di loro mi accompagna fino al bus; alle ore 21 circa salgo sul bus e quivi conosco un funzionario di qualche grossa ditta di comunicazione indiano e intratteniamo una lunga conversazione che continua all'aeroporto fino al momento del suo imbarco, mi dice tante cose interessanti sul passato, presente e futuro del suo paese e ne faccio veramente tesoro, bighellono qua e là, spendo quelle poche rupie che mi sono rimaste (l'atmosfera dell'aeroporto mi rimandano a quando sono partito da Mosca per Delhi e i bacetti con l'angelo, mi do' del mona per non aver capito prima ma poi in fondo sono contento così) finalmente verso mezzanotte dopo aver passato controlli su controlli mi imbarco per Mosca.
17 Marzo, sabato - RITORNO
Arrivo in mattinata a Mosca, viaggio tutto bene a fianco di una indiana niente male ma particolarmente poco ciarliera sbarco, lungaggini per il transit verso il volo per Milano, chiamo l'angelo che dorme ma si sveglia e sembra particolarmente contenta di sentirmi, ah come vorrei averla qui per un grosso abbraccio ed un bel bacione, faccio trascorrere il tempo acquistando qualche cd in offerta poi mi imbarco; vicino a me il classico santone nazionale con adepti che tanto mi fa pietà per non dire rabbia.
Arriviamo abbastanza puntuali a Milano ritiro il bagaglio chiamo la vegliarda, e in un freddo inconsueto per la stagione mi avvio alla stazione centrale ove arrivo e prima di salire sul treno mi dimentico in sala d'aspetto "el butin" e cioè il sitar, ma me ne accorgo subito e lo recupero fortunatamente ancora intatto ed al suo posto : viaggio verso Verona ok ed arrivo verso le ore 16.
Se siete arrivati fino in fondo, beh complimenti : cmq se vi interessa avere altre info (non sull'angelo in Russia : quelli sono cavoli miei e solo miei) mandatemi una e-mail :
sauropan@tin.it