VIAGGIO
IN
SUDAFRICA
di
Devis
29 Gennaio - 10 Febbraio 2003
PREMESSA
Il Sud Africa vasto più di 27 volte la Svizzera (e 4 volte l'Italia), racchiude entro i suoi confini una tale varietà di paesaggi, climi, culture ed etnie che è stato giustamente definito “un mondo in un solo paese”. La politica di salvaguardia della natura ha consentito di mantenere nel paese decine di parchi e riserve naturali, dove flora e fauna si moltiplicano in habitat incontaminati. Il Sud Africa è uno dei paesi africani dove maggiore è la possibilità di ammirare da vicino gli
animali : leoni, elefanti, bufali, ippopotami, rinoceronti, gazzelle, struzzi, ghepardi, leopardi, solo per citarne alcuni. Le aree di maggior interesse sono il grande Parco Kruger, una delle più antiche istituzioni del mondo, che offre un paesaggio di savana, la regione del Kwa Zulu Natal, in fascia subtropicale, ricca di acque e rigogliosa vegetazione, il Parco del Kalahari, un deserto di sabbia dalle dune rosse dove vive una particolare specie di leone. I paesaggi montani della catena del Drakensberg nel Transvaal e nel Kwa Zulu Natal, che si innalza fino a 3.000 metri, offrono scorci mozzafiato su valli verdissime e strapiombi di roccia. La costa, che si sviluppa in parte sull’Oceano Atlantico, ma principalmente sull’Oceano Indiano, offre lunghissime spiagge di sabbia bianca e, soprattutto nella regione del Capo, rocce a strapiombo sul mare che si intervallano a baie sabbiose. Famosissima è la Garden Route, la “strada giardino”, dove graziosi villaggi di stile anglosassone fanno da cornice alla meravigliosa costa. Le città sudafricane sono un crogiuolo di razze, dove la maggioranza della popolazione locale convive con genti provenienti da tutto il mondo, ma soprattuto dall’Europa e dall’Oriente. Da non mancare, la visita della bellissima Città del Capo, distesa ai piedi della Montagna della Tavola, il simbolo della città, e dei suoi meravigliosi dintorni; a Durban, la città più esotica dal clima subtropicale, che vanta lunghissime spiagge sabbiose affacciate sull’Oceano
Indiano.
REPUBBLICA SUDAFRICANA
Ufficialmente Repubblica del Sud Africa, Stato dell'Africa australe, membro del Commonwealth, confinante con la Namibia a NO, il Botswana e lo Zimbabwe a nord, il Mozambico e lo Swaziland a NE, bagnata dall'Oceano Indiano a est e a SE e dall'oceano Atlantico a SO e a ovest; 1.123.226 km²; 40.716.000 ab. Cap. amministrativa, Pretoria; cap. legislativa, Città del Capo; cap. giudiziaria, Bloemfontein. La Repubblica S. è formata dalle province del Capo Settentrionale, Capo Orientale, Capo Occidentale, del Kwazulu-Natal, del Nord-Ovest, del Gauteng, del Transvaal Settentrionale, Transvaal Orientale e dello Stato libero d'Orange. Comprende inoltre, dal 1947, le isole Marion e Principe Edoardo e le isole dei Pinguini.
GEOGRAFIA FISICA
Le elevate catene della grande scarpata (Great Escarpment) delimitano vaste formazioni tabulari centrali digradanti verso la conca del Kalahari. I monti Draghi a est, superano i 3.000 m. Il clima è in generale tropicale o subtropicale con differenze tra le diverse zone. La popolazione è formata da neri (68%), bianchi discendenti da Olandesi, ugonotti francesi e britannici (18%) e meticci (10%). I bianchi sono cristiani, i meticci protestanti e gli indigeni per metà sono cristiani, per metà seguono culti animistici. L'economia è stata messa in difficoltà dalla mancanza di manodopera e dalle sanzioni economiche imposte dagli altri paesi per indurre lo Stato ad abbandonare la segregazione razziale. Tale recente abolizione potrà permettere una certa ripresa. L'agricoltura è poco sviluppata (mais, frumento, canna da zucchero, frutti tropicali, tabacco), mentre rilevante è l'allevamento. La disponibilità di un'ampia gamma di materie prime e fonti energetiche (oro, uranio, cromo, platino, ferro e diamanti) sono state la premessa per lo sviluppo delle industrie manifatturiere, estrattive, siderurgiche, chimiche e tessili.
STORIA
I primi europei che arrivarono in Sud Africa furono i portoghesi. Nel 1652 dipendenti della Compagnia olandese delle Indie Orientali, coloni olandesi, francesi e tedeschi occuparono il territorio del capo (gli Europei si chiamarono Boeri, dall'olandese boer, contadino). Alla fine del Settecento sorsero contrasti tra gli Inglesi che avevano occupato la colonia del capo nel 1795 e i Boeri. Questi spostatisi all'interno fondarono in seguito la Repubblica del Natal (1840), quella dell'Orange (1852) e quella del Transvaal (1856). La guerra anglo-boera scoppiò comunque tra il 1899 e il 1902. Il 31 maggio 1910 entrò in vigore il South African act con il quale i quattro territori (Colonia del Capo, Natal, Orange e Transvaal) venivano riuniti in una confederazione (Unione Sudafricana). Per conservare il potere, la minoranza bianca si attribuì subito ogni prerogativa politica e proibì ai neri l'acquisto di terre. La politica di segregazione della minoranza nera (apartheid) fu molto attiva durante il governo Malan (1948-1954). Il 31 maggio 1961 l'Unione Sudafricana si trasformò in Repubblica. Negli anni '70, la popolazione nera mostrò la propria opposizione alla politica del presidente Botha con una serie di manifestazioni, ma questi respinse ogni ipotesi di revisione del regime di segregazione razziale. Il suo successore F. De Klerk (1989) avviò invece diverse riforme: legalizzò formazioni dell'opposizione e nel 1990 fece scarcerare il leader del movimento anti-apartheid Nelson Mandela. Il processo di trasformazione venne previsto nella costituzione transitiva approvata nel 1993. Le prime elezioni libere del 1994 hanno visto la formazione di un governo di coalizione, con Mandela come presidente e De Klerk come vicepresidente, uscito poi (con il suo partito) dal governo nel 1996. Il 6 maggio 1996 è stata votata la nuova Costituzione, stilata in base ai cambiamenti politico-sociali che hanno portato alla fine del regime dell'apartheid. Tuttavia, i partiti d'opposizione, National Party e Inkhata Freedom Party, hanno fatto ricorso presso la Corte costituzionale, affermando che la nuova Costituzione darebbe troppo potere al governo centrale, detenuto attualmente dall'African National Congress. Il 6 settembre 1996 la Corte costituzionale, accettando il ricorso, ha emesso una sentenza con la quale la nuova Costituzione è stata respinta. La Repubblica Sudafricana è membro dell'ONU e dell'OUA.
Moneta : RAND
100 Rand = 9 Euro (ca.)
IL VIAGGIO
29.01.2003
Ore 20.55 Partenza da Malpensa con destinazione Cape Town via Johannesburg.
Finalmente si parte!!
30.01.2003
Arrivo Ore 08.10 Aeroporto Johannesburg
Ore 11.20 Partenza da Johannesburg - Arrivo Ore 14.30 Aeroporto Cape Town
Giunti all'aeroporto ci attende la nostra guida (Francesca), e lì scopriamo che a fare questo viaggio saremo in 4: io, Maura (la mia ragazza), Angelo e Valeria; entrambi di Milano.
A metà pomeriggio, col furgoncino che utilizzavamo per i vari spostamenti, arriviamo finalmente in albergo; nei prossimi giorni pernotteremo all'Hotel President.
Giusto il tempo di fare una doccia velocissima e cominciamo a fare un giro panoramico della città…la prima impressione è veramente ottima. La temperatura è veramente piacevole (ca. 25°C), ed essendo abbastanza secco non soffriamo affatto il caldo…anzi, ce lo stiamo godendo parecchio!!
31.01.2003
Ci alziamo verso le 7.00, e dopo aver fatto colazione, inauguriamo il nostro viaggio con la visita di Hout Bay (Baia di Legno), e all'- ISOLA DELLE FOCHE.
Hout Bay è uno dei villaggi marittimi più pittoreschi della Penisola del Capo. Il primo racconto scritto su Hout Bay, allora chiamata Champman's Chaunche (L'Opportunità di Chapman), risale al 1607 quando John Chapman, secondo ufficila della nave inglese Consent approdò nella baia. Nel 1652 Johan Van Riebeeck giunse nella Penisola del Capo, si recò alla baia e la chiamò T'Hout Baaitjen (Baia di Legno) dopo aver scritto nel suo diario che era la più bella foresta del mondo. Da allora è diventata famosa col nome di Hout Bay.
Arrivati al porto, saliamo su un piccolo battello che ci porterà all'isola delle foche. Tempo 20 min e ci ritroviamo davanti agli occhi a centinaia e centinaia di questi pinnipedi…
Qui vivono solo le foche giovani (nb: la parola <<giovane>> viene utilizzata quando un animale non ha ancora raggiunto la maturità sessuale, e nel caso delle foche si situa attorno ai 4-5 anni), ed il loro soggiorno sull'isoletta terminerà una volta raggiunta la maturità sessuale.
Tornati al porto, risaliamo sul furgoncino e ci dirigiamo verso Cape of Good Hope (Capo di Buona Speranza, da dove si può ammirare la False Bay).
Il Capo di Buona Speranza è conosciuto come il punto più a Sud dell'Africa, ed il panorama è qualcosa di eccezionale. Si può raggiungere la vetta di questa collina sia con la funivia sia salendoci a piedi, e chiaramente abbiamo optato per la prima soluzione…
In verità, però, geograficamente il punto più a Sud è Capo Agulhas.
Devo fare innanzitutto una puntualizzazione: le due sponde della baia (a forma di "U") sono montagnose, mentre la parte centrale della baia è tutta pianura, ed in caso di alta marea, il Capo di Buona Speranza sembrava essere un'isola, anziché una penisola. Le varie flotte che lasciavano Cape Point durante l'alta marea, andavano sempre ad incagliarsi sulla riva della parte centrale della baia, e da qui deriva il nome False Bay (Baia Falsa).
Tornati al posteggio, notiamo che qualcosa saltella da un tetto di una macchina all'altra….è un babbuino!! Ha appena rubato ad un turista una bottiglia di succo, ed ora è intento a scolarsela, rovesciando praticamente metà del contenuto sui tettucci delle automobili.
Il programma prosegue con la visita dei pinguini, che sostano in questa zona per deporre le proprie uova. Sembra strano a pensare che ci troviamo in Africa, ma che ci sono i pinguini!!
Dopodiché ci dirigiamo verso il giardino botanico di Kirstenbosch. Lo scopo di questo favoloso giardino era quello di cercare di creare la flora sud africana.
Facciamo ritorno a Cape Town, e saliamo sulla Montagna del Leone (con molta immaginazione, questa immensa collina prende la forma di un leone sdraiato) da dove si può ammirare, a 360°, la città sottostante.
01.02.2003
Anche oggi la sveglia è puntata per le 7.00, visto che dovremo percorrere molti km.
La prima meta della giornata è Stellenbosch (cittadina universitaria, costruita secondo le architetture anglosassone e boera), distante ca 80 km da Cape Town. Per raggiungerla dobbiamo utilizzare la N2, l'autostrada nazionale più pericolosa del Sud Africa. Lungo questa N2 sorgono infatti innumerevoli baraccopoli (chiamate Squatters), ed è consigliabile percorrere questa strada solo con la luce del sole. Se doveste passarci di notte, e sfortunatamente doveste avere un guasto alla macchina, state certi che non sopravviverete a quella notte! Nelle metropoli e nelle zone limitrofe le persone hanno una mentalità assai preoccupante: sono infatti convinti che la vita non abbia nessun valore, e prima ancora di aver intuito di essere in pericolo si viene uccisi senza difficoltà.
Giunti a Stellenbosch visitiamo alcune Case Vecchie al Dorpmuseum, ove sorgono 4 case costruite tra il 1709 ed il 1850. La singolarità di questi edifici è che non hanno fondamenta, che sono costruite interamente in calce, e che il tetto è composto da una paglia molto dura. Questi tetti hanno una durata di 30 anni, dopodiché bisogna scoperchiare la casa e costruirne uno nuovo.
Poco distante a Stellenbosch giace una delle innumerevoli case vinicole, ed è lì che dovremo andare.
Siamo in perfetto orario per la degustazione di alcuni tra i più pregiati vini sud africani.
Sono le 11.30, e vuoi la voragine allo stomaco che tengo, vuoi le 7 qualità di vino che ho provato, mi gira un po' la testa.
I vini sono veramente ottimi, ed a mio parere sono tra i più buoni al mondo.
A differenza dai nostri, i vini sud africani hanno una gradazione superiore che varia tra i
2-3 Gradi. Le viti coltivate non provengono unicamente dal Sud Africa. Infatti, grazie al terreno molto fertile ed al clima favorevole, vi è un'infinità di uva francese.
Annesso alla casa vinicola c'è un allevamento di ghepardi (in Afrikans si chiamano Cheeta oppure Cheetawa), e come volontaria vi lavora la figlia della nostra Guida, Carola.
Pagando 50 Rand abbiamo avuto la possibilità di entrare in uno dei recinti e di accarezzare il felino più veloce della Terra (può infatti raggiungere 120 km/h). Ne sono rimasto estasiato, soprattutto quando ho sentito che faceva le fusa come fosse un gatto!!
Per pranzo facciamo ritorno a Stellenbosch, dopodiché riprenderemo la strada in direzione Cape Town.
In programma c'è la salita sulla Table Mountain (Montagna della Tavola). È chiamata in questo modo poiché le rocce di cui è composta hanno già subito la massima erosione, e la cima di questa montagna è completamente piatta.
Verso le 18.00 raggiungiamo l'ovovia che ci porterà in cima, ad un'altitudine di 1085 m sul livello del mare, da dove si potrà ammirare tutta Cape Town.
Lo spettacolo che ci attende è di quelli veramente speciali, e mi mancano le parole per descrivere ciò che i miei occhi hanno ammirato.
"L'immaginaria" Lion Mountain, da quassù, prende veramente la forma di un leone sdraiato; la città, la vegetazione, tutto quanto insomma, sono veramente stupende.
Con questa visuale vediamo molto chiaramente Robben Island, l'Alcatraz sud africana.
Questa isoletta è infatti una prigione, o meglio, lo era, e lì fu rinchiuso, oltre a molti altri, Nelson Mandela per ben 27 anni!
02.02.2003
Dopo esserci rimpinzati per bene a colazione, saliamo sul furgoncino, diretti verso Knysna, percorrendo la famosa "Garden Route". I fiori, gli alberi, i vari cespugli che crescono ai lati della strada sono perennemente in germoglio, sia in inverno sia in estate, e per questo motivo è stata denominata la "Strada Giardino".
Intorno alle 14.00 giungiamo ad Highgate, via Swellendam e Mossel Bay, per pranzare in una graziosa <<farm>>, presso la quale ci sono alcuni allevamenti di struzzi, e nel menu era chiaramente compreso un bel filetto di struzzo. Qui abbiamo avuto la possibilità di stare a cavalcioni sul dorso dell'animale considerato il più stupido al mondo (il suo cervello non raggiunge la grandezza di una nocciolina!); avremmo anche potuto fare una piccola scorribanda nel recinto, ma sinceramente l'idea non stuzzicava il mio desiderio, siccome avremmo dovuto attaccarci alle loro ali per tentare di rimanere in groppa.
Terminata la visita, riprende il nostro viaggio in direzione di George, un paesello molto accogliente, molto alberato, con il famoso treno a vapore (Outeniqua Choo Tjoe) che veniva utilizzato il secolo scorso, a partire dal 1928, per raggiungere Knysna, situato ad 80km di distanza.
Verso le 18.30 arriviamo finalmente a Knysna, dopo ben 758km percorsi da Cape Town!! Pernotteremo all'Hotel Knysna Quays, affacciato sulla laguna.
Prima di cena abbiamo la possibilità di visitare il Waterfront di fronte al nostro albergo, e scopriamo con piacere che un italiano possiede un piccolo ristorante ("Da Mario"), ma soprattutto scopriamo che potremo finalmente berci un vero espresso!!! (nb: talvolta, ordinando un espresso, si riceve un caffé tazza grande!)
Dopo aver cenato, e dopo aver dato ancora un'occhiata molto veloce al Waterfront, ci dirigiamo in camera, per cercare di riposare (si fa per dire…) sapendo che il giorno seguente sarebbe stata una giornata abbastanza impegnativa.
03.02.2003
Oggi è in programma il "viaggio" con l' Outeniqua Choo Tjoe. Facciamo quindi ritorno a George per salire su questo famoso trenino, col quale faremo ritorno a Knysna, tempo previsto ca. 2 ore e mezza.
La vegetazione è, ancora una volta, stupenda…caratteristica tipica del Sud Africa.
Per ulteriori annotazioni vi rimando ai miei Warren marine (Pty) ltd. t/a "Circle Launches".
In fretta e furia riusciamo a prendere il Ferry Boat che ci porterà su di un'isola situata dalla parte opposta della laguna. Dopo un breve tragitto sbarchiamo su quest'isoletta (è una Riserva Naturale, chiamata Featherbed), lunga 18km e larga 2km. Come aperitivo ci vengono servite champagne e ostriche (tipiche di quella zona, vi sono infatti molti allevamenti), seguito da un delizioso filetto di merluzzo e contorni a buffet.
Terminato di mangiare comincia la visita dell'isola, che tra l'altro è un'immensa duna di sabbia. La vegetazione è stupenda, ed il panorama pure. Si ha infatti una magnifica vista sull'intera laguna; l'acqua ha una varietà di sfumature impressionante, e l'entrata della laguna è qualcosa di veramente spettacolare. Le correnti sono molto forti (a differenza della laguna dove l'acqua è più che piatta), e questa entrata è conosciuta proprio per la sua pericolosità.
04.02.2003
Verso le 9.00 partiamo da Knysna, direzione Plettenbergbay, facendo prima una deviazione alla Tzitzikamma Forest, con lo Storm River Mouth.
Di questo luogo non v'è molto da dire, a parte il fatto che lungo questa foresta è stato costruito un sentiero fatto di tronchi, e che si può raggiungere l'altro versante della boscaglia camminando su un ponte, che passa sopra lo Storm River Mouth.
Per la prima volta da quando sono arrivato in Sud Africa, indosso il costume da bagno e mi tuffo nell'Oceano. L'acqua era congelata, in questo periodo varia tra i 10-15°!!!
Lasciata Tzitzikamma Forest, ci prestiamo a vedere le scimmie che popolano Monkey Land.
In mezzo a questa foresta vi è un percorso lungo 800m, dal quale abbiamo potuto ammirare, sempre scortati da una guida del posto, 10 specie tra scimmie e lemori.
È stato molto interessante e divertente osservare questi primati, soprattutto quando un Cebo dalle braccia lunghe (saltando da un ramo all'altro può raggiungere la velocità di ben 45 km/h!!) ha cominciato ad inzingare un gruppo di lemori. Hanno cominciato a rincorrersi, la nostra guida non sapeva più da che parte guardare per riuscire a scacciarli (i lemori possono essere molto aggressivi), e ad un certo punto il Cebo è saltato sulla testa di alcuni turisti per poter sfuggire alle grinfie dei suoi nemici.
Completata la visita, riprendiamo il nostro viaggio, e, lungo la strada che porta a Plettenbergbay, abbiamo attraversato un piccolo paese molto curioso. Sorge infatti una chiesetta con 2 orologi sulla stessa facciata, uno funzionante, l'altro dipinto, con le lancette fisse sulle 12.15. Gli abitanti di un tempo non sapevano infatti leggere l'ora, e così per sapere quando dovevano partecipare alla messa, guardavano il quadrante dell'orologio funzionante, e quando combaciava con quello dipinto terminavano di lavorare ed andavano alla funzione religiosa.
Verso sera arriviamo al capolinea finalmente, pernottiamo all'Hotel Keurbooms River, affacciato sulla laguna. Il nostro appartamento è veramente grazioso, con tutti i comfort possibili, e come nel caso dell'Hotel President di Cape Town, ci viene consegnato un appartamento veramente spazioso.
05.02.2003
Partenza dall'Hotel Keurbooms River Ore 8.00, destinazione Aeroporto di Port Elizabeth.
Partenza Port Elizabeth Ore 12.05 - Arrivo Aeroporto Johannesburg Ore 14.30
Giunti a Johannesburg incontriamo la nostra nuova Guida, Nadia, che rimarrà con noi fino al termine del nostro viaggio.
La nostra prossima meta è Hazyview, paese ubicato nella regione del Mpumalanga, conosciuta come Svizzera Sud Africana per la propria morfologia.
Vi sono infatti molte montagne e colline, molti pascoli e praterie…insomma, sembra proprio di essere in Svizzera.
Il paesaggio è molto suggestivo, si passa infatti dalle zone montagnose alle praterie senza accorgesene.
Verso le 19.00 arriviamo all'Heazyview Hotel finalmente, dopo aver corso non pochi pericoli per via della guida non proprio perfetta e prudente di Nadia.
Questo albergo dispone di confortevoli e bellissimi lodge, la cucina del ristorante è ottima, e dalla piscina si può ammirare un panorama molto suggestivo.
06.02.2003
Il programma comincia di primo mattino, percorrendo la Mpumalanga Parks Road, alla fine della quale si ha una magnifica vista sulla vallata lungo la quale scorre il Blyde River (Fiume felice, ma ve lo spiegherò tra poco). Questa è anche definita la Panorama Route.
Lungo questa strada vi sono molti view-site, uno più bello dell'altro, dai quali si possono scattare stupende fotografie della regione del Mpumalanga.
Dopodiché abbiamo visitato le marmitte (strati di roccia levigati dall'acqua con la forma di una marmitta). In questo punto il Treur River (Fiume triste) affluisce nel Blyde River.
Ai due fiumi sono stati dati questi nomi poiché nel XIX secolo, i contadini che giungevano sulle sponde del Blyde River trovavano terreno fertile, di conseguenza felicità, mentre sulle sponde del Treur River era proprio il contrario.
Tornati in albergo per goderci le ultime ore del pomeriggio, abbiamo fatto un bel tuffo in piscina cercando di soffocare il caldo afoso.
La serata si concludeva in un Shangana Village (uno dei tanti popoli-tribù del Sud Africa), dove abbiamo cenato ed ammirato le varie danze di quel popolo.
Appena arrivati al villaggio ci hanno offerto un aperitivo a base di birra (prodotta da loro stessi, ha un gusto molto particolare, quasi amarognolo, ma molto buona), pannocchie bollite, coccodrillo (veramente ottimo!) e bruchi (!!), che naturalmente NON ho provato. Erano di colore nero, lunghi ca 10 cm, e nonostante siano molto nutrienti, sani, contenenti molte vitamine, ho preferito far gustare agli altri questa prelibatezza!
Abbiamo conosciuto il Capo Villaggio, un uomo di 74 anni che, a quanto pare, ha più potere del presidente sud africano!
La forma del villaggio è sempre circolare, con la capanna (fatta di argilla ed altri materiali) del Capo Villaggio che dà sull'entrata del villaggio stesso, poiché deve sempre essere il primo a vedere chi gli fa visita. È l'unico ad avere un'uscita sul retro, nel caso non volesse vedere qualche suo ospite, o nel caso dovesse scappare in caso di pericolo. Tutte le capanne hanno l'entrata che si affaccia a quella del villaggio (al di fuori della capanna per gli ospiti), affinché tutti possano vedere chi sta arrivando,.
Verso le 20.00 sono cominciate le prime danze, che raccontavano il passato dei Shangana, poi abbiamo cenato secondo le loro ricette (polenta bianca, stufato, zucca, patate dolci e non, verdure varie ecc…di ottima fattura!) ed infine abbiamo assistito ancora ad alcune danze. Verso le 22.00 eravamo già nei nostri Lodge.
07.02.2003
Verso metà mattina giungiamo al rinomato Kruger National Park, con la speranza di vedere i Grandi 5 (Leone, Bufalo, Elefante, Leopardo e Rinoceronte) e tutti gli altri animali che lo popolano.
Le prime ore di safari ci regalano molte emozioni e molti avvistamenti (non vi faccio l'elenco completo)…e come inizio non è niente male.
Nel primo pomeriggio giungiamo all'interno del villaggio-alloggio, e ci vengono consegnate le chiavi del nostro Rest Camp (bungalow). Per fortuna c'è l'aria condizionata, perché il caldo afoso è veramente insopportabile. Il Nord-Est del Sud Africa è infatti molto umido, al contrario del Sud del Paese.
Prima di cena facciamo un piccolo giro nel negozietto del villaggio, e balzano subito agli occhi i prezzi dei vari souvenirs. È consigliato infatti comperarseli prima di giungere al Kruger National Park, siccome molti souvenirs possono venirvi a costare anche 4-5 volte di più!
08.02.2003
La sveglia è fissata per le 4.00 (ed io che speravo di riposarmi almeno un pochino in vacanza!!), abbiamo in programma il Game Drive (o Morning Drive, cioè safari mattutino)
Purtroppo durante le 3 ore di safari non abbiamo avvistato quasi nulla…a volte capita.
A pranzo sostiamo in un ristorante, affacciato su un fiume, e lì notiamo qualche ippopotamo intento a lottare. A quanto pare, quegli esemplari erano abbastanza giovani, ed in quel momento stavano testando la loro forza.
Le ore scorrono via molto in fretta, e dopo un piccolo tour, verso sera facciamo ritorno al villaggio-alloggio (i cancelli vengono chiusi alle 18.30, dopodiché non c'è possibilità di entrarvi).
09.02.2003
Partenza Kruger National Park 08.00.
Dopo una buona colazione, comincia l'ennesima giornata con lunghi trasferimenti, ma prima di uscire definitivamente dal Parco decidiamo di fare un altro giro per riuscire a vedere ancora qualche animale.
A differenza del Safari avuto la mattina precedente, oggi è un giorno molto redditizio. Riusciamo infatti ad osservare, oltre ai soliti Impala, alcune specie di antilopi molto rare, una mandria di bufali al pascolo e 3 elefantesse con i rispettivi "cuccioli". Quest'ultimo incontro è stato abbastanza singolare, poiché abbiamo rischiato di essere caricati da questi pachidermi di oltre 6000 kg!!
Col furgoncino avevamo -a nostra insaputa- invaso il loro spazio, ed hanno quindi cominciato a barrire come mai avevo sentito. Devo ammettere che un po' di timore l'ho avvertito, ma fortunatamente non è successo nulla di grave e di eccessivamente pericoloso.
Non è comunque una bella sensazione vedersi di fronte un elefante che ti fissa dritto negli occhi, sapendo che basta un mezzo passo falso per farlo imbestialire.
Questo è l'elenco degli animali che siamo riusciti a vedere in questi 2 giorni:
Elefanti, Kudu (specie di gazzella, carne tenera e molto gustosa), Leoni e Leonesse (anche se in lontananza), Impala (piccola gazzella, popolazione stimata in 200.000 esemplari!!), Zebre di Montagna (le strisce sono bianche/marrone scuro), Facoceri, Steenbock (piccola antilope, sempre solitaria), Pivieri (volatile), Stormelli (volatile), Cicogne Marabu, Bucero di Terra (volatile), Kobo (simile al Kudu, ma molto raro da avvistare), Gnu, Giraffe e Bufali.
Purtroppo il Leopardo non l'abbiamo avvistato, è comunque molto raro da vedere. Di giorno sale sempre sulla pianta Malula e vi rimane fino a sera, periodo della giornata in cui comincia a cacciare (a differenza del Ghepardo che caccia sempre di giorno, e che non può arrampicarsi sugli alberi essendo un felino privo di unghie aguzze).
Usciti dal Parco ci dirigiamo in direzione di Pilgrim's Rest (tradotto significa "Riposo Pellegrino").
Bisogna sapere che le montagne annesse a questo paesino erano colme di filoni auriferi, ed ogniqualvolta che arrivava qualche minatore alla ricerca di lavoro e di oro, non lo lasciava più. Da qui il nome "Pilgrim's Rest". Ora di polvere aurifera ce n'è ben poca, e per riuscire ad ottenere 1 grammo del prezioso metallo si necessita infatti di una tonnellata di roccia.
Proseguiamo in direzione di Johannesburg, la vacanza è praticamente terminata…ahimé!
All'aeroporto, prima di fare il Check-In, comincia il lungo procedimento per poter riottenere l'IVA. Mostriamo infatti ad un'impiegata la merce acquistata ed i vari scontrini (che vengono debitamente marchiati), e dopo il Check-In ci dirigiamo verso l'ufficio che emette gli assegni. A quel punto possiamo andare all'ufficio postale e ritirare i nostri soldi (situato sulla destra dell'altro ufficio).
Una volta sull'aereo io e Maura riceviamo una bella notizia: i posti assegnatici non sono in Economy Class, bensì in Business Class!! Peccato sia già terminata la nostra bella vacanza, ma almeno ha avuto un lieto fine.
Alle 21.30 comincia il viaggio verso Milano, durata prevista 10 ore.
10.02.2003
Arrivo Ore 6.30 Aeroporto Malpensa.
Il ritorno alla realtà è di quelli traumatici: ci sono appena 2°!!!
COMMENTI PERSONALI
Nella sua globalità, il viaggio mi ha più che soddisfatto (e ci mancherebbe altro), ma naturalmente non ci possono essere solo giudizi ed aspetti positivi.
Per quel che riguarda il trenino Outeniqua Choo Tjoe, vi consiglio di non perccorrere l'intero tragitto tra George e Knysna. Il viaggio potrebbe infatti risultare un po' monotono e fin troppo lungo. Se devo essere sincero, la prima mezz'ora mi sono dedicato agli aspetti puramente turistici, mentre nelle restanti due ore ho schiacciato un piccolo pisolino…
Un secondo aspetto "negativo" potrebbe essere il tempo trascorso nel furgoncino per i vari spostamenti, ma questo era già stato messo in preventivo essendo anche un tour organizzato, e poi i vari paesaggi fanno restare veramente a bocca aperta e non si fa quasi nemmeno caso alle ore passate sul sedile.
Se dovessi consigliare delle persone sul Sud Africa, sicuramente le indirizzerei a prenotare un tour organizzato (a meno che queste persone non abbiano a disposizione un'infinità di tempo, nel qual caso forse varrebbe la pena noleggiare un'automobile).
Le guide sono molto brave, ben preparate, e conoscono i posti migliori da visitare...in altre parole: sono una garanzia assoluta.
Noi abbiamo avuto molta fortuna ad essere solo in 4, visto che possono capitare gruppi anche di 20-30…ma credo comunque valga la pena
"rischiare".
Non posso far altro che consigliare di trascorrere una bella vacanza in questo stupendo paese, merita nella maniera più assoluta.
Devis
Per ulteriori informazioni sul continente africano visitate :
http://www.globalgeografia.com/africa/africa.htm
Note Informative :
L'agenzia organizzatrice con la quale abbiamo viaggiato è stata la "HOTELPLAN", mentre il Tour è stato organizzato
da :
- IL LEOPARDO
97, 11th Street, Parkmore Tel.: (011) 783 - 8323
2196 South Africa
- ISOLA DELLE FOCHE :
Warren marine (Pty) ltd. t/a "Circle Launches"
P.O. Box
26290 Hout Bay Tel.: (2721) 790 1040
7872, South Africa Fax: (2721) 790 5722
e-mail : circe@softcraft.co.za
web site : www.circelaunches.co.za
Durante questo viaggio abbiamo pernottato negli Hotel della catena "PROTEA", la quale dispone di infrastrutture molto accoglienti, con tutti i comfort e con un personale di servizio molto cordiale.