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MAROCCO |
28/12/2004
- Arrivo a Casablanca, Rabat.
Solo due giorni fa lo tsunami ha investito le coste di Thailandia, Indonesia e Sri Lanka, inclinato la pace degli atolli Maldiviani distruggendo tutto quello che si trovava di fronte, vite comprese... ed io sono qui in aeroporto...
Strano, o forse solo normale... Non lo so, ma di sicuro non mi sento come alla partenza di tutti gli altri viaggi... Quello che tutte le televisioni al mondo hanno mostrato in qualche modo ha cambiato questa partenza...
E dire che in Sri Lanka ci sarei voluto andare anche io se solo avessi avuto piu' giorni; di sicuro avrei perso il viaggio...,
oppure la vita...
E invece Marocco, tanto vicino, ma tanto lontano... Era un po' che ci pensavo, che mi stuzzicava ed eccomi al chek-in per il volo Alitalia (il meno caro : 489,00 euro) su Casablanca.
Il volo dura solo 3 ore, neanche il tempo di vedersi una puntata di Friends e di consumare l'orribile pranzo del catering a cui la nostra compagnia di bandiera si affida, che molto civilmente inserisce un bigliettino che assicura ai mussulmani che il cibo non contiene carne di maiale (ma è penoso lo stesso...) e siamo a terra.
L'aeroporto di Casablanca non è grandissimo e le operazioni dell'immigrazione per il visto e il controllo di polizia successivo
veloci e poco ispettive.
Ritiriamo celermente gli zaini e usciamo dall'area arrivi : siamo in Marocco.
Individuo subito di fronte a me uno dei due uffici di cambio e converto immediatamente 300,00 euro in Dhiram (d'ora in poi DH). Il cambio è giusto : ogni euro si ricevono 10,9 Dhiram.
Purtroppo le banconote da cento e duecento sono abbastanza lunghe e sono costretto a piegarle per farle entrare nel consueto portafoglio da viaggio che ancora una volta mi accompagna.
Dotati di valuta locale, scendiamo usufruendo delle scale mobili e ci dirigiamo ai treni; si, si ai treni, visto che l'aeroporto è dotato di stazione ferroviaria collegata benissimo con
Casablanca Casa Port e con la capitale Rabat.
Visto che Casablanca non offre molto al viaggiatore essendo il centro commerciale numero uno del paese, la capitale economica, fatta tutta di palazzi e uffici, abbiamo già deciso di saltarla a piedi pari per andare direttamente nella vera e propria capitale : Rabat.
Il biglietto del treno costa 55 DH e il primo treno a noi utile parte alle 14.55; ne approfittiamo cosi' per farci un bel caffè noir nel bar della stazione. Costa come in italia..., anzi di piu' : 2 caffè, 22 DH ! Iniziamo male...
Il treno è puntuale, le carrozze sono riscaldate, il modello è quello classico delle vetture dei nostri anni 80/90.
Il clima non mi appare particolarmente caldo..., anzi a giudicare dall'abbigliamento di chi abbiamo intorno, sembra proprio che il maglione e la giacca torneranno molto comodi !
Dall'aeroporto partono diversi treni che raggiungano Rabat direttamente, per altri invece è necessario effettuare un cambio a Casablanca Casa Voyagers : questo è il nostro caso.
Ci vuole circa mezz'ora per raggiungere la stazione di casa Voyagers, dove la coincidenza per Rabat è alle 16.15.
Ne approfittiamo per uscire in strada a saggiare il paese e il clima : l'aspetto è molto europeo, sia per autovetture, che per abbigliamento, il clima discretamente caldo al sole, ma frescolino all'ombra. Diciamo che ci troviamo in una nostra primavera avanzata.
Sulla destra scorgo subito l'Hotel Ibis segnalato dalla guida : ottimo come logistica, ma tristissimo per struttura... Il classico hotel alveare, come ce ne sono tanti in Francia e non solo...
La coincidenza arriva puntuale e troviamo posto senza alcuna fatica : il viaggio sino a Rabat è comodo e dura circa una mezz'ora.
Scendiamo alla stazione di Casa Port, praticamente in centro a Rabat.
Usciti dalla stazione ci troviamo infatti sul bel Boulevard Mohammed VI, un viale alberato sul modello urbanistico francese, dove al posto degli alberi si
susseguono altissime palme.
Lo prendiamo e ci dirigiamo verso sinistra, ovvero verso la Medina della città, visto che l'Hotel che ho scelto si trova qualche traversa prima della medina.
Purtroppo l'Hotel Splendid è pieno ed è un peccato, visto che l'entrata e l'aspetto non mi dispiacevano affatto...
Qualche metro dopo c'è l'Hotel Paix, vecchiotto nell'aspetto e nella sostanza, che pero' ha una camera libera,
con bagno e doccia, ma senza riscaldamento.
Ormai è il tramonto, fuori comincia a diventare buio e visto che la camera pur se datata non è male la prendiamo.
Costo : 220 DH la doppia, con un comodo letto, coperte pesanti, acqua calda (ma bisogna richiederla...).
Effettivamente la temperatura non è molto alta e il fon portato quasi con diffidenza
dall'Italia, ci aiuta a riscaldare il letto, asciugandone l'umidità e a riscaldare l'ambiente..., oltre che la persona !
Come sempre basta una bella doccia calda a trasformare tutto : la stanchezza scivola via e tutto assume un aspetto migliore..., ma il freddo resta !
Per cena andiamo nella medina, che si trova proprio a pochi passi; basta tornare sul viale e prendere verso destra.
La medina è zona pedonale e un mondo a parte..., gente che cammina avanti e indietro, botteghe e negozi aperti, odori e aromi nell'aria, bancherelle che vendono di tutto dai ceci
bolliti serviti in un cono di carta, alle lumache servite in una ciotolina di porcellana e mangiate con una spilla da balia infilzata in un limone, dal cocco ai datteri alle banane...
E poi ristoranti e bar, tradizionali e non, piccoli e soppalcati oppure grandi su un unico piano : basta scegliere quello che ispira di piu' !
Optiamo per il Cafè Restaurant Afrique du Nord, che si trova appena entrati nella medina e superata la piccola piazza con a destra un vecchio bar, proprio sulla sinistra, proseguendo dritto lungo la prosecuzione di A. Mohammed V, che attraversa tutta la medina.
E' molto caratteristico e pieno di locali : ottimo segno. Ci sono piccoli tavoli in legno con la zona bar appena entrati sulla destra, dove c'è il televisore e la zona ristornate dritto subito dopo il bancone.
La cucina offre tutti i piatti tipici della cucina marocchina, ma bisogna andarci presto, altrimenti non si trova piu' nulla !
Come entrata scelgo chiaramente la harira, la zuppa di legumi con cui tradizionalmente si termina il Ramadan e
come portata forte della carne.
La harira è ottima e data la temperatura rigenerante !
Una sorta di denso minestrone preparato con brodo d'agnello, pollo, lenticchie, piselli,
pomodori e cipolle, insaporito e impreziosito dalle spezie.
La portata principale invece consiste in carne d'agnello grigliata e presentata sotto forma di spiedini (brochettes) servito con riso e insalata.
Da bere prendiamo il famoso e ottimo te alla menta, servito nella tradizionale teiera di acciaio con il
te già zuccherato e e la menta fresca in infusione : veramente buono e particolare. A casa non fa lo stesso effetto..., a riprova che il gusto è influenzato molto anche dal luogo...
Abbiamo il tavolino di fianco alla vetrata e osservo il via vai di gente lungo la
strada principale della medina... Qualche turista e molti locali che passeggiano e mangiano alle bancherelle. Ma sono anche i marocchini all'interno del bar a catturare la mia attenzione : sono solo uomini, visto che le donne che frequentano da sole i bar a quest'ora sono considerate delle prostitute...
Tutti intorno ad un tavolo, con il loro te alla menta, che versano in un modo tutto particolare, sollevando la teiera e versando il te dall'alto, avvicinandosi e allontanandosi nuovamente dal bicchiere...
La stanchezza si fa sentire, quindi paghiamo la cena (35 DH) e torniamo all'hotel dove un letto comodo, ma gelido ci aspetta... Una bella
scaldata alle lenzuola con il fon, quindi buona notte !
sulla destra, rue Souika, che è anche la piu' interessante; la strada è infatti disseminata prevalentemente di negozi e bancherelle di generi alimentari, dove si puo' vedere e assaggiare la carne di cammello.
Spesso fuori dalle macellerie troneggia la testa del cammello che è stato
macellato e non è affatto un bello spettacolo...
Superate le macellerie ci si trova tra i negozi di spezie, disposte ordinatamente in piramidi coloratissime : rosse
(paprika), gialle (zafferano), verdi (cumino) e altri vari composti di piu' spezie utilizzate per condire la carne o il pesce.
Lungo la strada si vedono anche venditori di animali, tra cui i camaleonti sono i piu' diffusi.
Dispongono le loro piccole gabbie al centro della strada e dentro si possono vedere molti di questi particolarissimi animali, a cui i marocchini attribuiscono un valore cabalistico; pensano infatti che il camaleonte abbia il potere di scacciare il malocchio.
Cosi' se un marocchino crede di essere vittima di un influsso maligno puo' porvi rimedio buttando un camaleonte all'interno di un piccolo forno a legna e facendo tre giri intorno ad esso; se la povera bestiola esplode il male è sconfitto e il malocchio scongiurato, se invece si consuma lentamente nel fuoco, i suoi guai non sono finiti !
Lungo la strada sulla destra ad un certo punto si trova una bellissima fontana,
con la sua vasca bassa, il rubinetto dell'acqua al centro e il suo fine cesello
di piccoli pezzetti di cerami quadrati sul muro. Se fate attenzione mentre vi
aggirate in tutte le medine del marocco troverete molte di queste fontane,
spesso in disuso e mal ridotte, consumate dal sole e dal tempo, ma che
conservano intatto il loro fascino.
Proseguendo lungo rue Souika si giunge alla zona circostante la grande moschea,
che come quasi tutte le moschee e mederse marocchine sono interdette ai non
mussulmani e possono essere quindi viste e ammirate solo dall'esterno..., che
molto spesso non è la loro parte migliore...
Oltre la moschea si estende il souq as-Sebbat, dove predominano i negozi di
orefici e gioielli, che si susseguono sino ad incontrare rue des Consuls, che
incrocia perpendicolarmente rue Souika. A questo punto prendiamo verso destra,
in direzione della Kasbah e in breve tempo rimaniamo circondati dai bellissimi
tappeti marocchini tessuti a mano con pazienza e arte, a cui si intercalano
botteghe di artigiani che lavorano la pelle e il rame e ciabattini che producano
le famose babouches, che in seguito comprero' con grande fatica a Marrakesh
!
La strada termina in uno spiazzo non molto ampio dove si trovano negozi di
artigiani; proseguendo dritto si esce dalla medina e ci si ritrova a ridosso
della circonvallazione che scorre di fianco all'antica kasbah, che si erge
proprio di fronte.
Superare la circonvallazione nelle ore di punta non è ne facile ne tanto meno
privo di rischi..., quindi attenzione e rapidità di movimento !
Basta seguire le mura risalendo la scalinata per arrivare all'entrata principale
costituita dall'enorme porta di Bab Oudaia. Qui è facile incontrare delle
"false guide" (unico posto in tutta Rabat...), che vi chiederanno di
potervi accompagnare all'interno della kasbah, dicendovi che è un dedalo di vie
indecifrabili, che solo con loro riuscirete a vedere la bellezza della kasbah,
che non è possibile entrare senza guida, che la kasbah è proibita, ecc. ecc. :
non credete a nulla e proseguite dritto ! La kasbah puo' essere tranquillamente
visitata da soli.
Appena entrati seguiamo con naturalezza la strada di fronte a noi (Rue
Jamaa), fiancheggiata da case bianche. Una prima curva a destra, quindi una
seconda a sinistra, poi sempre dritto e senza neanche accorgerci raggiungiamo la
terrazza, detta Plateforme du Sémaphore, da cui si gode una bella vista
dell'oceano, di Salle, che si erge di fronte a Rabat al di la' del fiume e della
stessa Rabat, di cui si vede benissimo la Torre di Hassan, suo monumento
simbolo.
La vista è davvero gradevole, anche se il vento che soffia rende la
temperatura del Gennaio Marocchino, meno gradevole di quello che pensavo !
Pochi
minuti per le foto e via..., ritorniamo verso la medina, che riattraversiamo
completamente, scendendo pero', dalla centrale Ave Mohammed V, che ci riporta di
nuovo da dove eravamo partiti.
Andiamo all'hotel e prima delle 12.00 usciamo
con i nostri zaini, dirigendoci verso la stazione.
Ave Mohammed V è piena di
vita e molto bella, pulita e regale..., una strada da capitale del Marocco !
Visto che siamo in anticipo sul treno per Meknes, ci fermiamo in un bel bar
con dei tavolini posizionati in una piccola piazza, sotto degli alberi e ci
prendiamo un bel te alla menta !
01/01/2005
- Fes, Er-Rachidia, Valle dello Ziz, Erfoud, Rissani, Merzouga.
02/01/2005
- Erg Chebbi..., il deserto.
03/01/2005
- Merzouga, Rissani, Tinherir.
04/01/2005
- Tinherir, Gole del Todra, Gole del Dades, El-Kalaa M'Gouna, Ouarzazate.
05/01/2005
- Ouarzazate, Ait Bennadhou, Marrakesh.
07/01/2005
- Marrakesh, Essaouira.