"TEORIA SULLE VACANZE"
(di TIZIANO OLIVARES)


La vacanza è come un bambino, viene concepita nei luoghi più disparati, attraversa una fase di gestazione, alla fine nasce e si trasforma in qualcosa di completamente diverso dall'idea originale; urla, piange e, talvolta, vomita.
Come un qualsiasi frugoletto deve soggiacere a capricci, voglie, pazzie ed una certa dose di incoscienza.
A differenza di un normale concepimento la vacanza fra amici si consuma generalmente fra le pareti di un bar, il divano, i sedili di una macchina, la sala da pranzo, casa di amici e, a meno che non siate particolarmente perversi, fra più di due persone.
Il progetto di partenza può essere più o meno sofisticato, ma in genere soggiace ad alcune leggi e/o consigli che cercherò di evidenziare per non farvi cadere preda di facili illusioni vacanziere :

1) Guardatevi intorno. Alcune delle facce che vi circondano, tre giorni prima della partenza risulteranno irreperibili. Teneteli sotto controllo prima che sputtanino tutto.

2) Se qualcuno nicchia ed accampa scuse già solo al parlare di un’ipotesi di viaggio, non fate troppo affidamento su di lui, la sua abilità di cuoco e, soprattutto, sulla disponibilità della sua automobile. E’ un probabile n° 1. Attenzione.

3) Tutti i progetti iniziali di vacanza soggiacciono alla regola ferrea della distanza :

D = km/4,5

Dove D è la prima destinazione prescelta e km è la distanza tra il vostro luogo di residenza e la meta stessa.
In parole povere, se la vostra idea di vacanza è quella di andare a Lisbona e voi siete di Milano, il calcolo è il seguente : destinazione = 2500/4,5 cioè 555 Km., quindi se siete fortunati andrete fino negli Abruzzi.
Se decidete di andare a Praga è facile che non arriviate fino la Toscana.
Ricordate che la prima decisione è importante, per cui se decidete di andare a Sondrio vi ritroverete ad agosto a gironzolare come fessi tra Canegrate e Vedano al Lambro.

4) Interessatevi subito all’accompagnatore dotato di automobile perché è uno dei membri fondamentali. Se ha un carattere incazzoso riuscirà a farvi rimpiangere Viserbella. Se la sua guida è il classico “tira e molla” (tipico dell’autoscuola Di Nicola) avrete bisogno della toilette ogni 30 km e di un antiemetico ogni 60.

5) Ricordatevi degli amici che non partono e che stanno a casa; vezzeggiateli, adorateli, chiamateli spesso ed invitateli a cena perché il giorno prima della partenza la vostra tenda si romperà e qualcuno dovrà pur prestarvela.

6) Se adorate le comodità è sempre meglio prenotare in anticipo l’albergo, l’aereo o il treno. Il campeggio ha bisogno di prenotazione quasi esclusivamente in Italia, mentre per gli altri paesi il problema quasi non sussiste.

7) Ricordatevi i soldi ed il passaporto. Senza quelli, anche in Guatemala, avrete delle difficoltà.
Fare il turista ricco e spensierato che viaggia solo con la carta di credito nei paesi stranieri (soprattutto quelli in via di sviluppo) farà di voi un profugo curdo che deve elemosinare i soldi per una gyrospita ai turisti tedeschi.
In Grecia si può sempre dormire all’aperto se non si hanno i denari per un riparo, ma in Colombia è particolarmente sconsigliato.
Se portate mazzette di contanti, non sventagliateli mai in faccia agli stranieri (e tanto meno agli italiani); non c’è niente di più idiota, che dimostrare ad uno sconosciuto di essere ricchi e ciula. Usate la zucca.
Soldi e passaporto esigono alcuni giorni per essere pronti in tempo e comunque non pretendiate di trovare in nessuna agenzia d’Italia degli zloty polacchi o lire turche, ma state sicuri che anche per un pugno di dollari dovrete dare un certo preavviso.

8) Portate con voi anche alcune medicine basilari come gli antinfiammatori, antibiotici e sopratutto quelli contro il cagotto.
Una delle norme fondamentali dei viaggiatori e quella di conoscere perfettamente il proprio sistema digestivo e gli alimenti che lo possono disturbare.
L’italiano in vacanza è, in genere, di una stupidità paradossale per tutto quello che riguarda il cibo.
Non rimpinzatevi come orsi quando poi dovete passare tutta notte in una camera con l’aria condizionata e, cosa basilare, evitate tutti i prodotti che possono essere stati congelati e scongelati più volte.
Diffidate dei venditori di gelati e bibite che fanno la transumanza sulle spiagge sia nel nostro paese che negli altri.
Come dimostrato in un viaggio in africa, non comprate la coca-cola da un baracchino della Namibia ! L’ospedale più vicino è in un altro continente !
Rispettate le usanze degli altri popoli e, se fate viaggi avventurosi, informatevi bene prima.
Se andate a visitare un accampamento Tuareg e loro vi offrono una bella scodella di latte di cammello, sappiate che berlo vi causerà spasmi per il resto della vostra vita e, rifiutarlo, la accorcerà di molto !
Inoltre, vi prego, non ordinate le crespelle ai funghi in pieno agosto su un'isoletta greca; vi trasformerete immediatamente da viaggiatori a turisti con tutto quello che ne consegue (cagotto compreso!).

9) Mettete subito in chiaro chi è “l’organizzatore” colui il quale si occuperà delle incombenze prima della partenza e delle mete da visitare durante il viaggio.
Così facendo eviterete già da subito inutili dualismi, moltiplicazioni dei compiti e ridondanza dei risultati con una maggiore soddisfazione per tutti.
Inoltre saprete subito a chi dare la colpa.

10) L’argomento precedente si lega anche ai prossimi; é basilare stabilire una divisione dei compiti già da subito.
Il cuoco è sicuramente un personaggio decisivo. Non potete partire pensando che, avendo cinque ragazze nella compagnia, saranno loro a cucinare.
Le ragazze di oggi non hanno mai visto un fornello! Se fanno cuocere la pasta state certi che copriranno la pentola con il coperchio, l’acqua uscirà dalla pentola spegnendo il fornello e quando lo riaccenderanno salteranno in aria con tutta la vostra tenda!
Hanno inoltre la brutta abitudine di piluccare mentre cucinano con la conseguenza che la cena per otto persone basterà a malapena per un passerotto.
Ricordatevi che, malauguratamente, il fatto di cucinare durante le vacanze è in genere la molla che scatena i litigi più furibondi, che si trascinano per gli anni a venire, spaccando compagnie e matrimoni.

11) Non indispensabile, ma molto utile, è una persona che sappia parlare decentemente una lingua straniera; se siete dotati di “organizzatore” sappiate che egli si assumerà l’incombenza di costruirsi un suo vocabolario di termini indigeni con cui riuscirà a togliersi (e togliervi) dagli impacci.
Abbiate anche voi la compiacenza di fare altrettanto perché alla cinquantesima volta che gli chiederete di tradurvi il menù dal ceco, vi risponderà con un fanculo sincero e voi vi ritroverete a mangiare un’elegante zuppa all’aglio che vi attirerà la simpatie di tutti (provare per credere).
Diffidate delle imitazioni nocive. (festa della birra di Monaco - “ci penso io a parlare con la reception : ”bitte ?” – e la risposta - “italiano ?”, così ci ritrovammo con la tenda fra due autobus di australiani che la notte giocavano a rugby con le nostre valige).

12) Conosci il tuo amico! Questa frase di stampo guerresco mi porta a spiegarvi che non si conosce una persona finchè non ci si va in vacanza insieme.
Nella vita di tutti i giorni i nostri amici (e noi stessi) hanno dei comportamenti irritanti che possono sconvolgerci e farci litigare come rinoceronti.
Cercate di essere pacati ed intelligenti, non rompete le palle con cazzate tutto il giorno! Siate accondiscendenti! Non è possibile andare in campeggio con una persona che dopo avere espletato i suoi bisogni corporali deve farsi per forza il bidet ! (Sei malato P. !)
Se la ragazza del vostro più caro amico russa come un cosacco, chiudete un occhio (anche perché tutti e due non si riesce).
Le compagnie hanno proprio la tendenza a sfaldarsi perché qualcuno vuole aggiungere l’olio al pesto di mammà (lo giuro è la verità) oppure perché chi è andato a fare la spesa non ha trovato lo yogurt alla fragola, ma solo quello ai frutti di bosco.
La compagnia ideale è purtroppo quella che è già stata varie volte in vacanza insieme, ma, ovviamente, le prime volte è sempre un’incognita.
Il fatto di conoscersi da lungo tempo ha comunque il grosso problema che esistono sempre dei rancori pregressi, soprattutto quando il gruppo è formato sia da maschi che da femmine, ed in genere basta una piccola cosa perché qualcuno tiri in ballo corna, vecchie storie finite, presunte omosessualità che, inevitabilmente, trasformeranno la vacanza in “caganza” (e per questo vi perderete la sagra dello strozzaprete - estate ’94).
Tutto si risolve e si appiana se i vostri amici sono persone intelligenti, ma devo dire che (purtroppo) spesso i problemi sono creati ed amplificati dalle rappresentanti del gentil sesso.

13) Mi collego quindi con un altro argomento scottante, quello della miscela giusta degli ingredienti.
Mi spiego meglio; se si parte per un viaggio ed i componenti del gruppo sono tutti rappresentanti dello stesso sesso i problemi sono in generi minimi (attenzione al punto seguente però), quando invece ci si “mischia” incominciano le dolenti note.
Sono pochi i teorici che hanno sviscerato questo argomento ed io, nella mia infinita saggezza, non sono comunque riuscito a trovare una ricetta valida per tutte le occasioni.
Credo di poter consigliare una dose paritaria tra i generi, ma solo ed esclusivamente se esistono delle coppie ufficiali; non è sconsigliato anche avere una presenza minore di un ingrediente purchè sempre ed esclusivamente accoppiato con un altro.
Meglio comunque un numero superiore di maschi, spesso docili e mansueti.
Le altre miscele risultano instabili e qui di seguito andrò ad analizzarle :
a) Solo maschio con femmine al seguito.
In genere l’esemplare solitario impazzisce già mentre aspetta il treno alla stazione centrale; le dolci donzelle avranno inoltre la tendenza a trattarlo “come una di loro” non curandosi della sua identità di maschio che, alla fine della vacanza, risulterà inesistente. (altamente sconsigliato - solo per gay conclamati)
b) Solo femmina con maschi.
Già più stabile del precedente, ma la storia mi insegna che tutti i maschi poi si innamorano di lei e si scannano a cornate come alci. (vivamente sconsigliato per lui, altamente eccitante per lei).
c) Gruppo misto nessuno accoppiato.
Teoricamente possibile, ma non è mai stato osservato in natura allo stato brado.
Leggende narrano di queste compagnie felici ove viene praticato il sesso libero in assoluta tranquillità; numerosi bagnini romagnoli sono partiti alla loro ricerca, ma mai nessuno è tornato.
d) Il più pericoloso è il “gruppo-con-amico-che-porta-la-sorella”.
Costei si rivelerà una simpatica donzella con tutte le sue cosine apposto e con la terribile abitudine di raccontare a tutti le sue precedenti esperienze; ciò che le piace, cosa vi farebbe se voi non foste l’amico del fratello (ma non vuole rovinare l’amicizia) etc.
Si creerà così un ambientino soft con svariate erezioni nei momenti inadeguati e conseguenti delusioni.
Il prescelto sarà sempre ed esclusivamente “quello bello” della compagnia che, ovviamente, non la cagerà neanche di striscio : tornerà triste da voi (e dagli altri) a farsi consolare ed il circolo vizioso si andrà sempre più ampliando tramutando tutti i maschi in pandori senza la minima volontà propria.
Altra versione della sorella in vacanza è quella della supergnocca che vi tratta come dei soprammobili e si spoglierà vicino a voi considerandovi alla stregua di comodini o di pentole a pressione.
Al secondo giorno saranno tutti innamorati, il suo comportamento da prostituta d’alto bordo con gli altri villeggianti creerà grossi scompensi all’autostima dei maschietti che passeranno i cinque anni a venire ingollando pasticche e deprimendosi. (solo per masochisti - piuttosto state a casa).
e) Gruppo con amica dell’amico sconosciuta ai più.
Miscela ideale per una buona vacanza. La signorina in questione si è aggregata perché trova il vostro amico simpatico e i suoi racconti su di voi l’hanno fatta sbellicare dalle risate.
L’amico è cotto di lei ed è convinto di essere ricambiato. In verità, lei mai si accorgerà della cosa e la notte lo coprirà di illusioni raccontandogli come vanno male le cose con il suo ragazzo.
In poco tempo lo tratterà come un cugino e si invaghirà di tutti gli alti ed essendo molto espansiva, se li farà in un boccone (stile danza dei cento bambù).
Ideale se non siete il babbazzo in questione - vacanze siffatte vengono ricordate da tutti con lacrimoni agli occhi, qualcuno per la nostalgia, uno solo per la tristezza.

14) Avevo tralasciato in precedenza l’analisi dei gusti dei singoli che deve ben essere a conoscenza degli altri ed in particolare dell’organizzatore.
Nella creazione di una vacanza non bisogna in nessun modo procrastinare le scelte riguardanti le preferenze dei singoli (famose le frasi: “là possiamo tranquillamente dividerci” oppure “ognuno puo’ fare quello che vuole” e, la migliore di tutte, “quando torniamo passiamo a visitarlo”).
Dovete porre subito in evidenza ciò che è consigliato fare da ciò che sicuramente non farete.
Cercare di creare da subito un gruppo omogeneo vi libererà da discussioni inutili e da piccole ripicche.
Non c’è nessuna utilità nel partire per il mare con una persona che adora la montagna e che in spiaggia se ne sta sotto i cespugli ad arrostirsi (ed è l’unico che si scotterà per giunta) aspettando con ansia l’ora in cui lo porterete al museo dell’arpa celtica.
Portarsi un “uomo pizzocchero” (esemplare tipicamente maschio, che si ciba solo ed esclusivamente di pasta) nel maghreb, comporterà un suo digiuno per 15 giorni, ma il suo rancore per 15 anni.
Costituite una task-force di studio per le mete preferenziali e stabilite quelle in cui vogliono andare tutti.
Se conoscete bene i vostri amici non avrete problemi, ma è indispensabile approfondire il discorso con tutte le new-entry e gli scassacoglioni conclamati.
Gli esemplari noti alla scienza.
Numerosi sono i “tipi anomali” che andranno a formare i vostri compagni di viaggio.
Voi pensate siano ragazzi che ormai conoscete alla perfezione, ma durante la vacanza tendono a trasformarsi, e, se non risulterete preparati, verrete probabilmente sopraffatti.
Qui di seguito vi farò un breve elenco e, quando possibile, darò dei suggerimenti su come difendervi, ma purtroppo spesso si può solo cercare di evitare ulteriori problemi e, forse, saperli individuare, è già un passo in avanti.

Kamikaze

Costui è l’amico troppo buono e accondiscendente che non dice mai di no.
Troppo gentile per dirvi che la vostra meta è una merda, troppo educato per ammettere che stando al sole diventa come un carpaccio e troppo affabile per lamentarsi del cibo a cui è allergico, diventerà una mina vagante con scottature del 3 grado, allergie alimentari, ulcera duodenale e improvvisi scatti d’ira e vi ritroverete in un ospedale turco a spiegare ai medici con gesti eloquenti che non ha bisogno di una rettoscopia.
Affabile con gli sconosciuti, si attirerà le attenzioni di tutte le signore sole sopra i 50 e sarete costretti a passare le vostre serate in qualche balera portoghese o ad aspettare in qualche bar le sue amichette che, sfortuna vuole, arrivano con 3 ore di ritardo e, ovviamente, con delle amiche ottuagenarie che dovrete invitare a ballare.

Lo Sfigato

E' un altro membro importante di ogni vacanza che si rispetti.
Durante l’organizzazione del viaggio non dovete mai dimenticarvi di invitarne uno perché senza di lui non c’è divertimento.
Capace delle cose più impensate e abile nel costruirsi situazioni imbarazzanti è uno dei motori della vacanza più riuscita.
Capace di pungersi con un riccio di mare in Val Badia, abile a scottarsi i piedi nel Ticino riesce a slogarsi ogni parte del corpo giocando a calcio balilla; assolutamente imbarazzante nei rapporti con l’altro sesso, non disdegna neppure di montare la tenda in modo “artistico” e di rovesciarsi addosso la frittata alle cipolle.
Generalmente è un tipo incazzoso ed arrabbiato con la vita, ideale per risse con sconosciuti, non si tira mai indietro quando c’è una figura di merda all’orizzonte.
Consigli : fategli sempre ordinare il pranzo in ristoranti stranieri, chiedere indicazioni stradali, mandatelo a far la spesa; ideale per la pastura di tedesche e danesi.

Il Capo

Figura mitologica delle vacanze è IL Capo !
I gruppi che possono avvalersi di un capo sono tra i più fortunati e gaudenti, vengono accolti in villeggiatura da albergatori, padroni dei campeggi e ristoratori con rispetto e deferenza perché fra di loro c’è "il Capo".
Nulla gli sfugge, ogni cosa è sotto il suo controllo; il suo carisma crea il silenzio durante la notte e la pace durante il giorno.
Cosa particolare è MAI da dimenticare è che il Capo è sempre una donna.
Se avete questo personaggio fra gli amici fatene un buon uso e donategli rispetto perché le vostre fatiche sono finite; lui sceglierà il luogo di villeggiatura, il periodo in cui partire, le mete da visitare, i mezzi da prendere, stabilirà il budget, la distribuzione dei posti letto e i menù.
Le sue organizzazioni sono perfette, ma devono rispettare delle piccole regole fondamentali a cui è vietato trasgredire.
Per esempio l’automobile di rappresentanza è sempre quella del suo fidanzato (il Capo è fidanzato, non c’è nulla da fare) ed egli è l’unico autorizzato ad avere delle idee che differiscono dalle sue e, qualche volta, anche ad esprimerle (ma solo in privato). Si creeranno così delle situazioni imbarazzanti con persone che urlano da qualche parte nell’albergo o in campeggio, cui seguiranno delle scuse del tipo “non lo dico più” - “sono molto spiacente” - “perdono, cara”.
L’unica conseguenza di questi episodi è che un vostro amico rimarrà depresso per alcuni giorni perché ha osato dire che la carbonara si può fare anche col bianco dell’uovo o che è meglio la protezione 21 della 18.
Le giornate del capo si susseguono tutte uguali; sveglia prima degli altri, sana colazione, distribuzione degli ordini del giorno e dei compiti personali, raccolta del capitale per la spesa e spesa susseguente con un volontario (felice di esserlo) o con il consorte (incazzatissimo), preparazione cibarie, critiche costruttive, qualche tiro di pipa, visita alla spiaggia dopo pranzo con riordino della truppa, vivace discussione con il vice-capo(altra donna, ovviamente) e conseguente sua umiliazione davanti a tutti.
Dopo cena si chiude nella sua magione dalla quale invoca i Grandi Antichi Lovcraftiani ed ai quali offre in sacrificio il consorte (non si spiegherebbero, altrimenti, le urla strazianti).
La sua vacanza meglio riuscita è quella in cui tutti, poi alla fine, la ringraziano denocciolando a chiunque le sue grandi capacità di organizzazione e il suo raziocino in ogni occasione; il Capo vive solo ed esclusivamente per la gratitudine altrui e farà di tutto per ottenerla.
Tenetelo stretto il vostro Capo !

L’Organizzatore

Di questo personaggio ho già accennato precedentemente, ma, viste le sue peculiarità, credo meriti ancora qualche riga.
A scanso di equivoci tengo a sottolineare che l’Organizzatore NON E' uguale al Capo e non dovete assolutamente confondervi.
L’organizzatore è sempre maschio ed ha un grado di pianificazione molto più bassa del Capo; questo perché lui, a differenza di quest’ultimo, ha già interiorizzato da anni informazioni, itinerari, curiosità e tant’altro ed è fondamentalmente un viaggiatore professionista, che vive adorando gli imprevisti e le novità.
Il capo invece è un turista schiavo del Touring Club e della guida Michelin che, come un generale, guida le truppe alla battaglia dalla sua tenda nelle retrovie e mai partecipa di persona alle grandi manovre.
L’organizzatore invece è una testa di cuoio che non vive senza muoversi di continuo; come ogni buon professionista, cerca il confronto con gli altri, ma fa sempre di testa sua.
Tutti i giorni è l’ultimo ad addormentarsi ed il primo a svegliarsi, a fare l’adunata e, se nessuno lo degna, è capace di partire da solo verso una spiaggia distante chilometri e di tornare il giorno dopo.
Completamente autosufficiente in tutto e per tutto, si incazza solo ed esclusivamente se c’è qualcuno in ritardo o che gli impedisce di prendere il sole; dotato di un’educazione esemplare si confida e si lamenta solo con gli amici più fidati ed alla fine della vacanza, senza creare così malumori durante la stessa.
Il suo stomaco digerisce ogni cosa ad ogni latitudine (le cozze nel porto di Istambul !) e viene colpito da disturbi digestivi solo dopo aver mangiato cose assolutamente normali (fette biscottate, pane…).
In ogni luogo del mondo si mimetizza alla perfezione con l’ambiente e, come Zelig, diventa immediatamente greco in Grecia, marocchino in Marocco, negro in Senegal e cinese in via Paolo Sarpi a Milano.
La sua precisione rasenta il maniacale e, talvolta, la paranoia.
Un ottimo organizzatore, per esempio, conosce tutti gli orari di tutti gli autobus dell’isola ove siete, si è alzato la notte, si è recato in paese , ha scardinato a testate il centro informazioni turistiche e, con l’uso della pila, ha letto e ricopiato sulla mano tutte le fermate con tutti gli orari relativi.
Ovviamente voi avete la macchina e del bus non può fregarvene di meno.
Generoso ed altruista non può fare a meno del caffè che puntualmente preparerà e rovescerà nei momenti meno opportuni (traghetto patrasso naxos - vero Michele ?) in testa agli altri viaggiatori.
Non è possibile affiancarlo ad un Capo in nessuna occasione; il loro odio è puro e si prenderebbero a cazzotti quando l’automobile per il viaggio è ancora nel garage.
Nel loro cuore alberga solo la speranza di farvi passare una vacanza indimenticabile, ma partono da presupposti completamente divergenti per poter andare d’accordo; non mi resta che consigliarvi di esaminare se il vostro io vacanziero è viaggiatore o turista e poi di scegliere di conseguenza.
Un ottimo esempio di Organizzatore è il signor Michele; senza di lui non saremmo mai andati oltre la Liguria.

L’uomo Quantum Leap (o “il fenomeno delle abduzioni“)

Esemplare raro, ma caratteristico; le sue esibizioni dipendono da fattori sconosciuti e si possono manifestare in ogni luogo e con ogni condizione atmosferica. Si presume che i fattori scatenanti siano dei lavaggi del cervello provocati da alieni o dai servizi segreti deviati a cui segue un ordine ipnotico che in genere si mette in moto con frasi tipiche del parlare comune come “scendo un attimo al bar all’angolo” o “vado a prendermi un caffè” oppure “devo fare la pipì, aspettatemi un attimo!”.
Le finalità di questo agire sono completamente ignote, si presume che queste frasi scatenanti siano il preludio ad una “abduzione” (cioè rapimento alieno) che esseri extraterrestri intraprendono forse per esperimenti o forse per studiarciin vista di una loro prossima invasione.
La conseguenza di questo “rapimento” è la completa scomparsa del soggetto interessato, per un periodo che va dalle poche ore al paio di giorni.
Nonostante le ricerche si attivino immediatamente, non c’è verso alcuno di ritrovare il rapito ne, tantomeno, le sue ultime tracce.
Al suo ritorno non ricorderà nulla dello spiacevole accaduto e continuerà a ripetere per giorni e giorni frasi sconclusionate tipo: “dove siete stati ? - sono sceso solo 5 minuti! - che scherzi del cazzo, avete 30 anni ormai ! - perché non mi avete aspettato?”
La sua fiducia in voi si incrinerà decisamente in particolare se qualche scettico nel gruppo accuserà più la bottiglia che gli extraterresti.
Ultimamente il fenomeno è stato osservato anche in soggetti che si muovono in coppia sconvolgendo tutte le teorie dell’FBI sul fenomeno (Praga, capodanno 2000).
Molti dei comandi ipnotici che vengono introiettati in questi soggetti tendono a scatenare fenomeni di frustrazione e di rabbia; sembra che non si debbano mai enunciare davanti la vittima periodi del tipo : “sei il solito mentecatto ! – oppure - è l’ultima vacanza che si fa insieme !”.
I più acuti osservatori hanno fatto notare che gli orologi dei “rapiti” sembra siano rimasti immobili per tutta la durata dell’abduction; tutto ciò ha scatenato grandi discussioni negli ambienti accademici della Nasa e nelle principali università americane, senza, peraltro segnare qualche passo avanti nella soluzione di questi casi misteriosi.

Il diavolo della Tasmania e Suppostina

In genere questi due personaggi sono di sesso femminile, vivono in uno stato continuo di scontro e di studio; il sogno del secondo è quello di somigliare al primo.
Tutti e due provocano grossi scompensi nei maschi accompagnatori che non riescono a concepire minimamente il loro stato, ma, pazientemente, ubbidiscono.
Il loro comportamento è completamente antitetico. Il Diavolo, a dispetto del nome, è un soggetto assolutamente tranquillo che si lamenta raramente e solo per cose giuste e sacrosante; l’unico problema è che un posto deserto, impervio e irraggiungibile dai normali mezzi di locomozione lo porta alla nascita di un desiderio insaziabile di cibi inesistenti nel raggio di dieci miglia.
Nel bel mezzo del deserto del Gobi è facile che uno stimatissimo avvocato avverta la voglia irresistibile di un risotto alla milanese o di una fetta di anguria e che, in preda alle sue visioni, venga assalita da una fame atavica a cui deve dare sfogo immediatamente, qualsiasi ora sia.
La visione del cibo la porta a comportamenti a tavola degni dello yeti o del sasquatch; la presenza di una tovaglia vuota durante il periodo di crisi scatena in lei pianti forsennati e crisi isteriche.
Il maschio che le procura della selvaggina ha trovato una schiava per la vita, ma guai a non soddisfare i suoi appetiti ! Mille anni di astinenza garantita.
Suppostina è tutto il contrario; il suo stomaco non è in grado di recepire alcuna sostanza nutritiva al di fuori del confine italico, nessun cibo la attira e si aggira schifata fra le pietanze, tanto che la sua visione trasforma cacciatori in vegetariani, affamati in digiunanti. (testimone : “mi ha guardato e il mio bombolone è diventato uno sciotto!”)
Quando assaggia qualcosa sembra che il suo stomaco cerchi di scappare schifato ed in preda agli spasmi.
Dopo alcuni giorni di vacanza ha assunto solo 35 caffè, un osso di seppia fregato ad un canarino e, cosa peggiore, non è ancora andata in bagno.
Quando la terrificante verità giunge al suo centro nervoso, parlerà solo di questo fatto con domande continue ed imbarazzanti a tutti nei momenti meno opportuni.
In parole povere Suppostina ha la caratteristiche di parlare di merda a tavola tutti i giorni, tiene statistiche riguardanti le vostre abitudini evacuative e pensa esista un segreto che vi permette di giacere sulla latrina in tutta felicità.
Con la faccia piena di brufoli, gonfia ed emanante cattivi odori comincerà ad usare 2 volte al giorno le supposte di glicerina, sperando di liberarsi dal suo peso e vi farà la telecronaca minuto per minuto della sua “prima volta”.
La sua invidia per il diavolo della Tasmania si trasformerà in breve in odio puro, il suo fegato si ingrosserà per la rabbia di vederla florida e gaudente davanti ad un’impepata di cozze da due chili; comincerà a diventare di un colore giallognolo e tutte le sue frustrazioni si ripercuoteranno sul fidanzato (tanto per cambiare) perché non ci sarà mai nulla che sia di suo gradimento.
In particolare sarà esigentissima sul ristorante da scegliere e farà in modo di fare camminare tutti per chilometri e chilometri, prima di raggiungere una stamberga con un menù monoportata, costosissimo e disgustoso, che farà andare tutti fuori dai gangheri.
La sua soddisfazione sarà allo zenit e quel giorno sarà per lei il più bello dell’intera vacanza.
E’ presente molto spesso nei gruppi di vacanzieri, capace di mimetismo riesce spesso ad assumere i connotati di persone che gli anni precedenti si erano rivelate assolutamente normali.

Il carretto

Coppia di fidanzati, particolarmente affiatata, si è unita al gruppo con i migliori propositi.
La loro simbiosi è tanta e tale che sembrano un tutt’uno e vivono esclusivamente l’uno per l’altra, dimenticando il mondo che li circonda.
Si sono costruiti un loro universo dove è obbligatorio parlare con la voce di Sbirulino e Topo Gigio; inaffidabili per ogni occasione non sono capaci di portare a termine anche la commissione più elementare.
Al mattino si alzano tardissimo dimenticando tutti gli appuntamenti, facendo infuriare l’organizzatore e causando ritardi sulla tabella di marcia.
Il loro incedere goffo e lento costringerà gli altri al traino (da qui il soprannome); le loro abitudini culinarie ed il fatto di aver portato da mangiare in Scozia perfino il salmone fanno infuriare anche il più santo tra i vostri amici.
Dopo due settimane dal vostro ritorno a casa, si mollano.